Raccolto solo il 10% delle uve

Vendemmia 2016, le prime previsioni di Assoenologi

"Le premesse per un millesimo da ricordare ci sono"

casse-uvaIntrodotte da una premessa a cura di Riccardo Cotarella, presidente dell’Associazione, sono state pubblicate oggi 6 settembre 2016 (e il 5 settembre su Corriere della Sera) le prime previsioni vendemmiali di Assoenologi.

Nelle pagine che seguono sono illustrate le prime previsioni dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani sulla produzione 2016 valide sino a fine ottobre, periodo in cui presenterà i dati definitivi. Come di consueto le previsioni quantitative e qualitative vengono formulate non prima che almeno il 10% della produzione sia stata conferita. Mai come quest’anno Assoenologi è stata particolarmente attenta e cauta nelle sue stime, in considerazione del fatto che ormai i cambiamenti climatici possono creare, anche in territori limitrofi, delle trasversalità meteorologiche di tipo tropicale che possono determinare importanti differenze sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Tutto ciò nella consapevolezza che ogni previsione, anche se non definitiva, può portare a scelte errate da parte dei produttori e influenzare, nel bene e nel male, il mercato. Al di là delle percentuali matematiche certe Assoenologi non ritiene, alla data attuale, di poter dare numeri assoluti, ma stima un quantitativo compreso tra -5% e uguale rispetto allo scorso anno e una qualità ottima con alcune punte di eccellente. Tutto ciò potrebbe comunque variare anche sensibilmente a seconda dell’andamento climatico dei mesi di settembre e ottobre. Le rilevazioni sono il risultato dell’elaborazione di migliaia di rilievi ottenuti attraverso diverse fonti. La base è data dalle valutazioni condotte, a livello locale, dalle diciassette Sedi periferiche che Assoenologi ha a copertura dell’intero territorio nazionale. Questi dati vengono quindi confrontati con un’altra moltitudine di informazioni acquisite autonomamente dalla Sede centrale di Assoenologi. Questo modo di operare gli consente da anni di redigere, fra settembre e ottobre, le previsioni sulla produzione in modo obiettivo e veritiero. Il presente dossier è diviso in tre parti. Nella prima viene fatto un quadro sintetico sugli aspetti generali che hanno caratterizzato la produzione. Nella seconda è dettagliata la situazione, regione per regione. La terza parte comprende un giudizio sulle ultime dieci vendemmie ed alcune tabelle sulla produzione vitivinicola italiana (Riccardo Cotarella).

Oggi (5 settembre 2016) è stato raccolto circa il 10% dell’uva. Le prime tre regioni a tagliare i grappoli sono state la Puglia a fine luglio, la Sicilia e Sardegna nei primi giorni di agosto. Per contro in Piemonte, Alto Adige, Toscana, Marche, Lazio, Emilia, Campania e Sardegna la vendemmia non è ancora iniziata. In buona parte del Veneto, in Lombardia, in Romagna, in Toscana, in Friuli Venezia Giulia e in Abruzzo ha preso il via da qualche giorno solo per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon).
In tutto il Nord e Centro dell’Italia si riscontra un ritardo dell’inizio delle operazioni di raccolta di circa 5/10 giorni rispetto allo scorso anno ma in linea rispetto ad un’annata normale. Il pieno della raccolta in tutt’Italia avverrà nella terza decade di settembre, per concludersi tra la fine ottobre e l’inizio di novembre con i conferimenti degli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico del Taurasi in Campania e dei vitigni autoctoni sulle pendici dell’Etna.
Quantità di poco inferiore al 2015. Al di là delle percentuali matematiche certe Assoenologi non ritiene, alla data attuale, di poter dare dei numeri assoluti, ma stima un quantitativo compreso tra -5% e uguale rispetto allo scorso anno. Le prime stime (5 settembre 2016) dicono che quest’anno si produrranno meno di 49 milioni di ettolitri di vino e mosto, a fronte della media quinquennale (2011/2015) di 44,6 milioni di ettolitri e di quella decennale (2006/2015) di 45,4 milioni di ettolitri. L’elaborazione di Assoenologi fa infatti ipotizzare che la produzione di uva possa oscillare fra i 66 e i 68 milioni di quintali che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73%, danno tra i 48 e i 49 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo inferiore dell’1% rispetto a quello dello scorso anno (49,4 milioni di ettolitri di vino) ma superiore del 10% se riferito alla media quinquennale (2011/2015).
L’Emilia Romagna, l’Abruzzo e la Puglia fanno registrare un incremento della produzione del 10%, segue con +5% il Friuli Venezia Giulia. Per contro la Sicilia e la Campania produrranno ben il 20% in meno rispetto al 2015, quindi il Trentino Alto Adige, il Veneto, la Toscana, le Marche, il Lazio/Umbria con -5%. Solo in Piemonte e in Sardegna si stima una produzione pressoché uguale a quella della scorsa campagna. Una situazione, pertanto, piuttosto eterogenea caratterizzata da alti e bassi a seconda delle zone, influenzate alcune anche dall’entrata in piena produzione di nuovi vigneti. Un quantitativo che si pone al terzo posto nella classifica degli ultimi dieci anni superato solo nel 2006 (49,6) e nel 2015 (49,4). Il Veneto rimane la regione più produttiva. Il Veneto, con ben 9,3 milioni di ettolitri, si conferma la regione italiana più produttiva seguita dalla Puglia (8,7) e dall’Emilia Romagna (8,1). Queste tre regioni insieme nel 2016 produrranno oltre 26 milioni di ettolitri, ossia il 53% di tutto il vino italiano.
Qualità ottima in tutt’Italia. A un inverno mite e con scarse precipitazioni ha fatto seguito una primavera e un inizio estate caratterizzati da piogge abbastanza abbondanti che hanno ripristinato le riserve idriche. La vera estate è iniziata il 21 giugno, in perfetta sintonia con il solstizio estivo, ed è stata caratterizzata da giornate calde ma generalmente non torride con escursioni termiche giornaliere importanti e determinanti sulla qualità della vendemmia 2016, condizioni che hanno sancito un percorso decisamente positivo della maturazione dei grappoli con l’accumulo di sostanze aromatiche e polifenoliche. Il millesimo 2016 è stimato da Assoenologi qualitativamente ottimo con alcune punte di eccellente, in particolar modo per i vini ottenuti da uve a bacca rossa che saranno vendemmiate a fine settembre. Il 2016 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare; tale auspicio potrà essere però confermato solo a raccolta ultimata, visto che ad oggi (5 settembre) è stato vendemmiato circa il 10% del prodotto. Sarà l’andamento climatico e meteorico del mese di settembre e di quello di ottobre, per alcune varietà tardive, a decidere il livello qualitativo della produzione. Infatti, se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole e giuste precipitazioni, le possibilità di mantenere l’ottima qualità sinora registrata, con la produzione di vini bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza, e vini rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, ci sono tutte.
Le previsioni di mercato. Le contrattazioni sono ancora minime. Tutti stanno alla finestra e vogliono capire come effettivamente si evolverà la produzione vitivinicola 2016. Allo stato attuale delle cose (5 settembre) l’interesse è focalizzato sulle prenotazioni di vini richiesti dal mercato, mentre risultano ancora piuttosto deboli quelle di vini comuni e senza denominazione di origine. 2016: ciclo vegetativo condizionato dall’andamento meteorologico.
Previsioni 2016 Assoenologi