Perché è importante eliminare le registrazioni cartacee in cantina?

Il vantaggio competitivo della dematerializzazione

La semplificazione si riflette sui controlli
Stefano Vaccari

“Semplificazione e controllo sono due temi che devono andare insieme se vogliamo
salvaguardare la competitività delle imprese. Con questo obiettivo il Parlamento già nel 2014 ha approvato la dematerializzazione dei registri vinicoli. Il Ministero da allora ha impostato il nuovo sistema, lo ha condiviso e testato per oltre un anno e mezzo con la filiera e infine lo ha reso pienamente operativo. Per i primi 4 mesi di attuazione non saranno applicate sanzioni proprio per dare ulteriore tempo alle cantine di prendere confidenza col sistema. Perché è importante eliminare le registrazioni cartacee in cantina? Attiro l’attenzione su due obiettivi
strategici: il primo è essere un passo avanti dei nostri concorrenti mondiali sul tema della tracciabilità; il secondo è semplificare i controlli. Con i registri telematici l’Italia è l’unico Paese produttore di vino a poter gestire giacenze e movimentazioni online: ciò consente di identificare e circoscrivere eventuali partite irregolari di vino o produttori disonesti, aumentando la percezione di qualità e sicurezza dei nostri vini, specie tra i consumatori esteri. In un momento di forte neoprotezionismo, avere un sistema che garantisca agli altri Paesi, Usa in testa, la tracciabilità di tutte le produzioni italiane è un fattore competitivo importante. Con i registri cartacei questo obiettivo è difficilmente raggiungibile. La semplificazione dei registri, poi, è reale. La dematerializzazione non ha
modificato la tempistica o le registrazioni, che sono normate dalla Ue. Quello che ieri si registrava su carta, oggi si registra sul web. Con alcune, importanti, semplificazioni:
– l’eliminazione di obblighi di vidimazione e la possibilità di usare le registrazioni del proprio
sistema gestionale aziendale;
– le imprese che hanno una produzione annua inferiore a 1.000 hl (circa 133mila bottiglie) possono effettuare le registrazioni con un ritardo di 30 giorni dalla data dell’operazione, con tempi assolutamente compatibili con i ritmi di cantina;
– le imprese, poi, che producono fino a 50 hL di vino (circa 6.666 bottiglie) e che fanno vendita diretta sono state addirittura esentate dalla tenuta dei registri.
Quanto agli errori, tutte le registrazioni possono essere corrette in qualsiasi momento, ove previsto rimarrà traccia della modifica, ma questo non determinerà contestazioni automatiche. La semplificazione si riflette sui controlli, che non potranno più entrare in cantina al buio, bloccando l’attività e facendo fare centinaia, se non migliaia di fotocopie di
documenti alle imprese, ma dovranno essere più mirati e rapidi. Le irregolarità sanabili
sono diffidabili e, se sanate entro 20 giorni, non danno luogo a sanzione. La diffida è un diritto del produttore e solo nel 2016 l’Icqrf ne ha fatte circa 3.500, costruendo un rapporto nuovo tra imprese e pubblica amministrazione”.

Stefano Vaccari, Capo dipartimento Icqrf-Mipaaf

Commento a Editoriale VVQ 2, febbraio 2017