Definitivamente in porto il progetto Doc interregionale Prosecco-style che ha unito le forze del Nord-Est

Triveneta, al via la certificazione per la corazzata Pinot Grigio

Per il controllo di 23mila ettari di vigneto e di una produzione di 200 milioni di bottiglie

Dalla Venezia Orientale ai Colli Euganei, in un anno e mezzo tutto è cambiato per il progetto Pinot Grigio delle Venezie Doc. Dopo la firma dei produttori viticoli veneti, friulani e trentini del 20 febbraio 2016 a Portogruaro (VE), è stata infatti sostanzialmente in discesa la strada che, a seguito dell’istituzione del Consorzio di tutela vini Doc delle Venezie, ha portato nell’agosto 2017 al riconoscimento di Triveneta Certificazioni Srl, il nuovo ente di certificazione con sede a Vò (PD), costituito a sua volta dai tre organismi di controllo Valoritalia, Ceviq e Siquria, che gestirà il controllo coordinato della filiera Pinot Grigio interregionale e della Igp Tre Venezie.
Così come, con la firma il 17 agosto del decreto – pubblicato sul sito del Mipaaf – che ha approvato il nuovo piano dei controlli, il Ministero, su indicazione del Consorzio di tutela vini Doc delle Venezie e dell’associazione dei produttori viticoli, ha delegato a Triveneta il compito di controllare la conformità dei vigneti, dei processi produttivi e dei vini Doc delle Venezie e Igp Tre Venezie. Oltre 23mila ettari di vigneto, per una produzione di 200 milioni di bottiglie: questo l’oggetto del controllo delegato a Triveneta, che comunque si avvarrà degli enti di certificazione già operanti, per altri vini Dop e Igp, sul territorio interregionale: Valoritalia, Siquria (per il territorio viticolo delle Province di Vicenza e Verona così come per il territorio della Doc Merlara), Ceviq (per tutto il vigneto friulano al netto della Doc Collio) e la Camera di Commercio di Trento (per il territorio viticolo delle Province di Trento e Bolzano) svolgeranno infatti, mediante convenzione, i controlli di filiera a carico delle imprese vitivinicole che rivendicheranno o commercializzeranno le uve e i vini Doc delle Venezie e Igp Tre Venezie. Un iter di certificazione che per la Doc terminerà, come avvenuto per l’esperienza Prosecco, con l’apposizione sulle confezioni della fascetta di Stato come strumento di identificazione e di tracciabilità, servizio tra l’altro disponibile online sul sito web di Triveneta.
Si tratterà, stando ai numeri Ismea ereditati dalla Igp delle Venezie, diventata Igp Tre Venezie e che ha lasciato spazio alla super-Doc Pinot Grigio, di un giro d’affari di 1,5 milioni di ettolitri per un valore di circa 150 milioni di euro, rispettivamente oltre il 17% e il 22% del volume e del valore dell’intero comparto Igp che notoriamente, al pari del segmento Dop, è caratterizzato da una forte concentrazione degli indicatori in poche produzioni rispetto al bacino potenziale riconosciuto.
Un progetto, quello del Pinot Grigio delle Venezie, partito in salita tra le proteste dei dissidenti che temevano tra l’altro un effetto ombra della super-Doc sull’immagine e sulla competitività delle più piccole Dop e Igp territorialmente sottostanti (v. Vignevini 2/2016). E che, stando ai numeri e alle condizioni di partenza, promette buoni margini di miglioramento, anche considerando che i viticoltori negli ultimi anni hanno puntato all’impianto di vigneti Pinot Grigio – solo in Veneto, si legge sul sito del Consorzio, più che raddoppiati nel periodo 2010-2016 – per cercare di assecondare la crescente domanda commerciale, soprattutto estera.