Dal 2013 l'Enoteca Regionale Emilia Romagna ha promosso il consumo consapevole del vino con Grecia e Bulgaria

South Europe – Mediterranean Wines: si conclude il progetto triennale

Ambrogio Manzi: si pensa ad un nuovo progetto
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SEMW_logoTre anni di incontri e formazione per raccontare ai mercati nordici lo stile mediterraneo nel consumo del vino. Si conclude nel mese di febbraio 2016 il progetto europeo South Europe – Mediterranean Wines promosso dall’Enoteca Regionale Emilia Romagna, in collaborazione con la Camera di Commercio del vino della Trakia (Bulgaria) e il Consorzio dei produttori della Grecia. Un piano triennale rivolto ai mercati inglese e tedesco, ma anche alla stessa Italia, per sensibilizzare i consumatori verso un approccio più consapevole al consumo di vino di qualità.
Per raccontare lo stile mediterraneo di bere il vino – spiega Ambrogio Manzi, Direttore Enoteca Regionale Emilia Romagna – siamo partiti dalla valorizzazione dei luoghi in cui i vini nascono. Abbiamo fatto conoscere i prodotti tipici delle tre aree, vini da varietà autoctone, vini strettamente legati al  territorio. I risultati sono stati concreti. I nostri vini sono stati alle fiere internazionali più importanti e sono stati oggetto di  workshop e seminari in Germania e Inghilterra. Traguardi per noi impensabili senza le risorse europee. Il futuro di South Europe -Mediterranean Wines? Stiamo già pensando ad un nuovo progetto integrato dove oltre al vino si possa parlare anche di gastronomia, dove oltre l’Emilia Romagna vengano coinvolte nuove regioni del Mediterraneo. Sia in Italia sia in Europa”.
Durante i tre anni di progetto i vini dell’Emilia Romagna, insieme a quelli di Grecia e Bulgaria, sono stati protagonisti nei principali eventi fieristici di settore (Vinitaly, Prowein, London Wine Fair, Anuga, Cibus). Degustazioni, seminari e approfondimenti sono stati svolti a Dozza nella sede di Enoteca Regionale, in Germania a Francoforte e Colonia, in Inghilterra a Londra.
La campagna di sensibilizzazione è inoltre stata diffusa attraverso pubblicazioni su giornali e riviste e con azioni sui social media.
Molto frequentati i profili attivati su Facebook, che ha superato i 5000 “Mi piace”, Twitter e Google+, dove sotto il nome di “The Wine Soul” è stato raccontato il progetto.