Un libro sulle vigne del Moscato d'Asti da salvare

Sorì – La fatica del sorriso

A cura di Lorenzo Tablino
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Sori-la-fatica-del-sorrisoSorì – La fatica del sorriso è il nuovo libro a firma di Lorenzo Tablino dedicato al mondo del Moscato. Come racconta lo stesso autore: “Un’esperienza bellissima: tredici interviste per essere contagiato da un’incredibile umanità. Il vero mondo del Moscato, vissuto in prima persona. Emergono speranze, tensioni, timori e gioie. Un amarcord che si può definire “antropologia”, senza timore di smentite. Dal nonno quasi morente, durante la prima guerra mondiale, causa il gas mostarda, agli scassi tra il gelo e il ghiaccio, con le mani screpolate e le braccia stanche che faticosamente alzano il pesante piccone. L’influenza spagnola, del 1917, si combatte costruendo un pilone mariano; alla mancanza di zolfo e di rame nei difficili anni 1943- 1945, si sopperisce con molta fantasia. Nelle parole dei viticoltori citato spesso “Rupestris”, mitico portainnesto, oppure i “rapet”, piccoli grappoli spargoli, dorati di un’antica varietà di moscato. Li ho ammirati ancora in vigne vecchie di ottant’anni. Presente in tutte le interviste l’incessante fatica, unita ai notevoli disagi per lavorare tra i ripidi sorì; solo con l’utilizzo di macchine particolari, frutto della creatività dagli stessi viticoltori, si ottiene un po’ di sollievo. Poi ci sono i personaggi del mondo del moscato: i mediatori: gli innestatori, i vivaisti, i vinificatori. Gli industriali sono sempre pronunciati con grande rispetto: Camillo Gancia, Mario Cora, Alberto Contratto. Non mancano i protagonisti delle prime marce di protesta: Cerruti e Filante di Cossano Belbo, Spessa di Valdivilla, Albertini di Mango. Anni difficili, ancora oggi ricordati, embrione del futuro associazionismo del moscato. Molti ricordano il grande capolavoro di Renato Ratti, allora direttore del Consorzio per la Tutela dell’Asti: l’accordo interprofessionale sull’uva moscato. Venticinque fogli dattiloscritti raccontano una storia minore, che diventa subito maggiore. Fermata sulla carta non cadrà nell’oblio. Con l’auspicio che diventi uno strumento di crescita per i sorì del Moscato d’Asti. La maggiorazione del prezzo dell’uva di un euro al miriagrammo è un primo significativo passo, ma insufficiente. Occorre il riconoscimento legale, con la nascita del nuovo Moscato d’Asti docg dei sorì. Arricchito esteticamente da confezioni di alto profilo, non disgiunte da una forte immagine sul mercato. Una strada soltanto in salita? Un’altra utopia nel poliedrico mondo del moscato? Probabile. Ma è una scommessa da vincere. Tutti insieme. I sorì del Moscato d’Asti sono una ricchezza importante di tutto il territorio“.