Doppio aggiornamento e dibattito

Simei 2015: sostenibilità e analisi sensoriale al centro di due congressi internazionali

Relatori internazionali si sono confrontati a Fieramilano Rho, il 3 e 4 novembre 2015
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Congressi-SimeiSIMEI 2015, il Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento organizzato da UIV, Unione Italiana Vini, si è confermata la piattaforma ideale per un serio e professionale confronto sul tema, sempre più attuale e sentito dagli operatori del settore, della sostenibilità di filiera in relazione anche all’analisi sensoriale. Si sono svolti due congressi di alto profilo, il primo dal titolo Sustainability as a tribute to wine quality, tenutosi nel pomeriggio della prima giornata della manifestazione, e il secondo con focus su Discover the sensory factors, per l’intero giorno successivo. Entrambi gli appuntamenti sono stati patrocinati da OIV- Organisation internationale de la vigne et du vin, CEEV – Comité Européen des Entreprises Vins – e FIVS – Fédération Internationale des Vins et Spiriteux.
Molti i relatori che si sono avvicendati per portare all’attenzione dei numerosi partecipanti entrambi i contenuti, affrontati e dibattuti nel corso dei due eventi clou di questa 26esima edizione, aperti dal Presidente di Unione Italiana Vini – Domenico Zonin che ha affermato “ Oggi siamo ancora una volta qui, tra operatori e associazioni internazionali, per parlare di sostenibilità. Parlare di vino buono, significa parlare di vino “sostenibile”, e con questo intendiamo sviluppare un concetto olistico e completo. Non possiamo considerare la sostenibilità come un concetto astratto, poiché crediamo faccia parte di un movimento sociale che ha a che fare con la cultura e con la storia. UIV oggi conferma il proprio impegno nel coinvolgere in questo tavolo di discussione i più importanti stakeholder della filiera del vino: produttori, fornitori di servizi, operatori coinvolti in progetti di sostenibilità, consumatori”.
Al primo appuntamento, prosecuzione del filone della sostenibilità, focus di SIMEI 2013, Ettore Capri – Professore Straordinario in Chimica Agraria Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza e Direttore del Centro Ricerche OPERA, insieme a Ulrich Fisher – Professore Universitario, Dipartimento di Viticultura ed Enologia Kompetenzzentrum Weinforschung DLR Rheinpfalz, Neustadt, e con il contributo video di Anita Oberholster – Dipartimento di Enologia e Viticultura della UC-Università della California, Davis, hanno fornito lo stato dell’arte sul concetto di sviluppo sostenibile per l’industria vitivinicola e il suo impatto sulla crescita economica e innovazione ecologica, con una creazione di  valore per tutta la filiera.
Altri relatori, tra cui Allison Jordan – Vice President Environmental Affairs for Wine Institute and Executive Director California Sustainable Winegrowing Alliance e membro del Gruppo Sostenibilità di FIVS, Jean Claude Ruf – Scientific Coordinator OIV, Ignacio Sanchez – General Secretary EU/CEEV, hanno invece argomentato l’importanza dell’approccio olistico alla sostenibilità vinicola.  Patricio Parra – General Manager Consorcio Vinos de Chile ha poi riassunto il tema della sessione affermando che “la vera sfida è tradurre le dichiarazioni in gestione pratica, per questo sono cruciali i processi di decision making e di chiarezza e trasparenza nella comunicazione con tutti gli stakeholder”.
A seguito di questi interventi si sono tenuti i tavoli tematici coordinati da altre figure di spicco del settore, come Lucia Bailetti, Direttore Centro Italiano di Analisi Sensoriale, Osvaldo Failla – Professore Associato Dip. di Scienze agrarie e ambientali, Università degli Studi Milano, Mike Veseth – Wine Economist and Economic Professor University Puget Sound,  e  Karissa Kruse – President Sonoma County Winegrape Commission.
Il pomeriggio si è concluso con un interessante collegamento in video conferenza con Roger Boulton – Department of Viticolture and Enology, University of California, Davis, che ha presentato l’ormai notissima cantina sostenibile Jess Jackson Winery, esemplare caso di successo caratterizzata da molte peculiarità tra cui un bilancio idrico positivo.
Un’originale formula interattiva questa, rodata con successo lo scorso SIMEI 2013, in base alla quale al termine di ogni sessione di lavoro si tiene una sorta di talk show, in cui tutti i presenti possono intervenire in merito ai contenuti trattati, interagendo direttamente con i relatori, e aderendo a un’indagine sul livello di coinvolgimento al focus, in questo caso, della sostenibilità e analisi sensoriale.
Il secondo Congresso ha introdotto gli interrogativi focus della giornata: quale la corretta definizione di buon vino? Quale la rilevanza della qualità del vino, e come può essere misurata questa qualità? “Sensory analysis is a scientific discipline” ha dichiarato Zonin, all’apertura dei lavori.
Il primo intervento è stato in video, da parte sempre di Anita Oberholster, seguito da quello di Ulrich Fisher che ha parlato delle tecniche sensoriali applicate per capire i gusti dei consumatori e gli elementi fondamentali della Sensory Toolbox: test, analisi descrittiva, metodi di analisi che tengono conto del fattore tempo nella degustazione, della definizione di qualità del vino dal punto di vista sia dei consumatori che degli esperti dall’altra.
Durate la mattinata si sono poi susseguiti, Jennifer Jo Wiseman, Vice President Consumer and Product Insights della californiana E. & J. Gallo Winery e Carol Karahadian, Director Product and Process Technology and Sensory di Starbucks, che hanno descritto come l’analisi sensoriale viene efficacemente applicata nelle rispettive realtà aziendali per sviluppare al meglio il prodotto, in modo che venga apprezzato il più possibile dai target di riferimento.
Sensory experience drives decisions”, ha affermato Jennifer Jo Wiseman. Sempre nella mattinata Jessica L. Ginger, Member Operations and Implementation Manager di The Sustainability Consortium, ha presentato la propria organizzazione che opera in ambito globale per fornire dati e risorse in tema di sostenibilità ai propri membri, evidenziando che “Identificare opportunità per implementare maggiori pratiche sostenibili non deve escludere l’analisi sensoriale, anzi, queste pratiche potrebbero includerla”.
Nel pomeriggio, con la formula dei tavoli di lavoro, si è dibattuto dell’analisi sensoriale come importante strumento per lo sviluppo e valorizzazione delle peculiarità regionali dei vini e di quali sono i fattori sensoriali più apprezzati dai consumatori nelle diverse regioni. Si è affrontato, inoltre, il tema del neuromarketing applicato al settore vitivinicolo per comprendere e valutare le reazioni emozionali dei consumatori.