L'invito di Sergio Cantoni, direttore del Consorzio Tutela Valcalepio

Restituire al vino il suo ruolo di bene di consumo

Ricci Curbastro: i vini a denominazione d'origine si vendono meglio

Si è svolto oggi, 19 maro 2013, un ncontro-confronto organizzato dal Consorzio Tutela Valcalepio e rivolto agli operatori del settore vino ha coinvolto i produttori, i distributori, i rappresentanti e gli agenti di commercio del territorio per fare il punto sulla situazione attuale del mercato del vino. Dalla prima relazione è emersa una situazione innegabile: il vino, essendo considerato un  bene di consumo, patisce gli effetti di questo momento di crisi durante il quale i consumatori effettuano tagli e restrizioni proprio su questo tipo di prodotto.
I dati parlano chiaro: le vendite, ma soprattutto il consumo, di vino sono drasticamente scesi nel corso dell’ultimo periodo. Questa è una situazione con cui il comparto deve fare i conti e per sopperire alla quale vanno trovate soluzioni comuni a tutti gli operatori, dal produttore al venditore.
Sono stati analizzati nel dettaglio i dati dell’export italiano e le statistiche del consumo del vino in Italia e nei principali competitor.
Nel corso della relazione di Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, la platea ha potuto ricevere interessanti e utili informazioni circa l’indiscutibile vantaggio offerto dalla vendita di Vini a Denominazione Di Origine, in opposizione a vini generici. I vantaggi sottolineati da Ricci Curbastro sono ricollegabili a concetti di tracciabilità e sicurezza per il consumatore. Il messaggio è chiaro: se compri un Vino a Denominazione di Origine sai cosa compri, da dove proviene, come è fatto e hai una garanzia legata al prodotto maggiore rispetto a quella dei Vini generici.
L’incontro si è chiuso sull’intervento dell’enologo Sergio Cantoni, direttore del Consorzio Tutela Valcalepio, che ha voluto porre l’accento sull’importanza rivestita dai vini del territorio, che portano con sé un bagaglio di valori intrinseci che ne aumentano l’appeal. Cantoni ha ricordato che sta agli operatori del comparto restituire al vino il suo ruolo di bene di consumo (nel corso degli anni c’è stata la tendenza a farlo diventare bene durevole, da conservare e non da bere) in modo da poterne riattivare il circuito di consumo-vendita.