La chimica entra prepotentemente nel linguaggio con cui si comunica il vino

Quando i termini sono modaioli

Sotolone e rotundone: cosa sono?

Riprendiamo una nota di Luigi Odello (nella foto), presidente del Centro Studi Assaggiatori e membro del Comitato Tecnico Scientifico di VQ, comparso il 12 luglio 2013 sul blog Sensory News:
“La chimica influenzerà il modo di parlare dei cantori del vino nella misura in cui i termini saranno facili da ricordare ed esprimeranno peculiarità di alcuni vini e/o vitigni. In parole povere: provate a dire al sommelier di dirvi che sente le 3-alchil-2-metossipirazine e scoprirete che ha una certa difficoltà, anche se sono tipiche di Merlot e Cabernet ai quali conferiscono la nota erbacea molto evidente e poco nobile, più presente nelle uve non mature.
Ma il sotolone (nota di mallo di noce) è piaciuto e si comincia a sentire, soprattutto da parte di quelli che vogliono sempre essere all’avanguardia. Ora arriva il rotundone, scoperta portata all’ultimo convegno sugli aromi del vino da ricercatori Australiani che lo hanno rilevato soprattutto su Shiraz e Duras. È un aroma primario abbastanza stabile che compare a concentrazioni percepibili in alcuni ambienti e dà una nota speziata, di pepe.
Preparatevi quindi a sentire questo termine ogni volta che qualcuno presenterà uno Shiraz, magari anche se non lo sente, ma citarlo fa figo”.