Dimissioni nel CdA del Consorzio

Prosecco Doc: il vicepresidente Brunetta lascia

Zanette: "A Fulvio Brunetta va ora tutta la nostra riconoscenza per il lavoro fin qui svolto con abnegazione, massima diligenza e soprattutto con passione”

Era il giugno 2006 quando presentai alla Camera di Commercio di Treviso la proposta di avviare un percorso di tutela del nome Prosecco e ringrazio l’allora presidente Federico Tessari per il pronto supporto e la piena fiducia accordatami a sostegno di un progetto economico voluto dapprima dalla filiera vitivinicola trevigiana, in seguito da tutto il sistema veneto-friulano. In questi dieci anni ho vissuto intensamente un percorso che ha letteralmente stravolto l’immaginario enologico di quest’area, e non solo, dimostrando che, volendo, si può pensare, realizzare e governare un settore economico a condizione che ve ne sia la volontà. Unico rammarico, la mancata costituzione di un consorzio unico che operasse fin dall’inizio a favore delle tre distinte denominazioni, la Prosecco Doc e le due Docg: Conegliano-Valdobbiadene e Asolo ”.
È l’incipit estratto dalla lettera di dimissioni presentata in questi giorni dal Vicepresidente Fulvio Brunetta al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco, ente nato su impulso della filiera vitivinicola trevigiana e dello stesso Brunetta che ne divenne il primo Presidente.
Una lettera che ripercorre la storia in un uomo, del suo impegno, del suo coraggio. Una lettera che traccia il percorso di una realtà oggi guardata e riconosciuta dal mondo intero come straordinaria, a partire dal momento suo concepimento, quando nacque sul piano delle idee e pareva irrealizzabile ai più.
Una storia che non viene quasi mai raccontata perché si fa partire la narrazione dal 17 luglio 2009, data di nascita della Doc – afferma Stefano Zanettema non dobbiamo dimenticare il lodevole lavoro compiuto affinché a quella giornata vi si potesse giungere”.
Ringrazio quindi Fulvio Brunetta – prosegue Zanette – per l’impegno profuso prima della costituzione della Doc, nel periodo della sua presidenza e durante la sua vicepresidenza – e rigetto le sue dimissioni per due ragioni principali: in primo luogo perché la sua esperienza maturata fin dagli albori è preziosa e insostituibile. Difficilmente saremmo potuti giungere agli stessi risultati senza la sua competenza; in secondo luogo per l’importanza della sua presenza in Consiglio, ai fini della stabilità necessaria per portare a termine le significative azioni già avviate dal Consorzio”.
Al presidente Zanette  hanno fatto eco le testimonianze di encomio e gratitudine di tutti gli altri consiglieri, in particolare l’omologo collega Vicepresidente Giorgio Serena, quindi Valerio Cescon, Pierclaudio De Martin e Giangiacomo Bonaldi, e lo stesso Direttore Luca Giavi, i quali  hanno opposto resistenza alle dimissioni sostanzialmente per le stesse ragioni addotte da Zanette.
Nel riprendere la parola, Brunetta ha riformulato le proprie dimissioni legandole a motivi personali e di organizzazione professionale, quindi irrevocabili. Ha quindi ringraziato dei riconoscimenti ricevuti ed espresso i migliori voti augurali per un fulgido futuro al Consiglio, al Consorzio tutto e alla stessa Denominazione.
Spiace perdere una personalità così significativa per la nostra Denominazione – dichiara Zanette – un collega preparato, leale, disponibile con il quale abbiamo condiviso grandi sfide, inattesi risultati e lusinghieri riscontri internazionali. Ma appurato che le ragioni di queste dimissioni sono da ascriversi ad ambiti ben lontani dal consorzio – sia in termini di progettualità che di relazione interpersonale – a Fulvio Brunetta va ora tutta la nostra riconoscenza per il lavoro fin qui svolto con abnegazione, massima diligenza e soprattutto con passione”.
Al Consiglio non è restato che prenderne atto e mettere a verbale.