L'incoming organizzato dal Consorzio della Denominazione San Gimignano

Operatori Usa a San Gimignano per una full immertion nel territorio

Far conoscere il territorio e il profondo legame che lega i produttori ad esso

degustazione-3Nel fine settimana del 20-21 giugno 2015 San Gimignano ha accolto un folto gruppo di buyer statunitensi a conclusione del progetto promozionale iniziato nel mese di febbraio con il tour che ha visto protagonista la Vernaccia di San Gimignano in due degustazioni, a New York e a Chicago.
L’incoming organizzato dal Consorzio della Denominazione San Gimignano si è svolto con una  due giorni di incontri BtoB con le aziende del territorio, ciascuna delle quali ha avuto a disposizione il tempo sufficiente per presentare i propri vini in un ambiente professionale.
Ma non solo. L’obiettivo del progetto di accoglienza era quello di fare conoscere il territorio e il profondo legame che lega i produttori all’ambiente nel quale operano: in tutto il mondo si produce vino, ma non tutti i vini hanno la stessa storia e quella di San Gimignano è unica, come spiega la Presidente del Consorzio Letizia Cesani: “Per promuovere i nostri vini sui mercati internazionali è fondamentale per una piccola realtà come la nostra fare vedere, toccare con mano, agli operatori di tutto il mondo come da noi la viticultura faccia parte della storia del territorio, come nei secoli ha plasmato la campagna in cui operiamo, ha generato la ricchezza che ha permesso la costruzione della città di San Gimignano, Patrimonio dell’Umanità Unesco, ha prodotto l’arte di cui siamo ricchi, ha contribuito alla nascita di uno stile di vita simbiotico con l’ambiente, basato sul rispetto e non sullo sfruttamento. Questo i nostri vini raccontano e questo vogliamo che i consumatori di tutto il mondo sappiano. Gli operatori sono gli intermediari tra noi e i mercati internazionali, fare capire loro la nostra realtà è uno dei mezzi che abbiamo per farla conoscere a tutti”.
La produzione di Vernaccia di San Gimignano, circa cinque milioni di bottiglie l’anno, è destinata per il 50% all’esportazione, il mercato statunitense è il secondo in ordine di importanza dopo la Germania, il primo per l’export nei paesi extracomunitari.