Un batterio molto pericoloso anche per la vite

La Xylella avanza sugli oliveti pugliesi. E i vigneti?

Necessaria la prevenzione con trattamenti per il contenimento delle popolazioni di insetti vettori

Xylella-su-viteIl Presidente del Consorzio Produttori Vini di Manduria, Fulvio Filo Schiavoni, nell’ambito di un convegno sul batterio Xylella fastidiosa tenutosi il 9 marzo 2015, si è fatto portavoce dello sconforto che regna sovrano tra i produttori olivicoli del Salento. Come si legge nell’articolo pubblicato da ManduriaOggi.it, ha affermato: “A preoccuparci è l’assenza di misure certe per fronteggiare il dilagare dell’infezione. (…) I timori poi si acuiscono perché in altre zone del mondo la Xylella attacca anche i vigneti“.
E anche se l’agronomo Rodolfo Rossi, a sua volta intervenuto al convegno, ha sottolineato che il ceppo di Xylella isolato in Puglia non è quello che può arrecare danni anche in vigneto, “è altrettanto vero – ha proseguito – che il batterio ha la capacità di mutare nel tempo, ma dovrebbero trascorrere non meno di 15 anni affinché la mutazione sia completa. A meno che non arivi direttamente dagli USA quel ceppo di Xylella che predilige il vigneto“. La Xylella fastidiosa, responsabile in vite della cosiddetta Malattia di Pierce, rappresenta una grande preoccupazione in Caliofornia dove, dala sua prima osservazione nel 1987, ha distrutto migliaia di ettari di vigneto. Il batterio colonizza i tessuti legnosi impedendo il regolare flusso della linfa grezza. Sulle foglie si osservano aree necrotiche ai margini circondate molto frequentemente da un alone giallastro. In seguito, l’intera lamina può disseccare.
Come si legge in questa presentazione a cura di Domenico Rizzo (Servizio Fitosanitario Regione Toscana), da cui è tratta anche la foto del sintomo fogliare, la Xylella viene trasmessa attraverso insetti vettori, rappresentati principalmente da Cicaline (es. Cicadella viridis e Philaenus spumarius). Il batterio rimane persistente negli adulti dei vettori e si moltiplica nel loro canale alimentare.
Al di là dell’adozione di alcune pratiche agronomiche che tendono a sfavorire la diffusione del batterio, non esistendo meotdi di lotta occorre fare prevenzione con interventi fitosanitari di controllo degli insetti vettori e delle piante ospiti.