Impianto: scegliere pali, fili e accessori.

La scelta dei materiali con cui realizzare l’impianto del vigneto deve essere attentamente ponderata in fase di progettazione, in quanto ne condiziona pesantemente non solo la resistenza e la durata, ma anche la funzionalità e la compatibilità con la meccanizzazione. Il primo criterio da prendere in considerazione nella scelta di un palo o di un filo, è la capacità di resistere alle sollecitazioni a cui essi potranno essere sottoposti nel corso della vita del vigneto. Le sollecitazioni principali sono quelle dovute al vento, ai temporali e al carico produttivo, a loro volta correlate con le caratteristiche specifiche dell’impianto, in primo luogo l’altezza, la distanza tra i pali, la lunghezza dei filari e la possibilità della chioma di fluttuare liberamente.

È intuitivo che un alberello, un cordone libero, una pergola e una controspalliera siano sottoposte a sollecitazioni differenti e di differente intensità. Sono poi da considerare le sollecitazioni meccaniche – riconducibili all’impiego delle vendemmiatrici e, più in generale, di tutte le macchine dotate di organi tastatori – nonché gli urti accidentali, che si verificano durante lo svolgimento delle normali lavorazioni all’interno del vigneto.

Ovviamente si dovrà tenere conto anche della capacità di ciascun materiale di mantenere le proprie caratteristiche inalterate nel tempo, opponendosi alle degradazioni imputabili all’umidità, all’aria, alla luce, alle alte e basse temperature, all’azione corrosiva di alcuni trattamenti fitosanitari, all’attacco di organismi fungini – nel caso specifico dei pali di legno – e allo sfregamento.

La scelta dei materiali è poi condizionata pesantemente dal costo, che deve però essere valutato alla luce del livello qualitativo proposto, delle garanzie fornite dal costruttore e del fatto che comunque sarà ammortizzato in un arco di tempo di almeno trent’anni. La valutazione economica dei materiali deve tenere in considerazione anche il differente impiego di mano d’opera e di macchinari che essi richiedono per la distribuzione in campo e la messa a dimora: l’intervento può essere complesso e richiedere la necessità di ricorrere a mano d’opera specializzata.

Si devono inoltre considerare i costi che dovranno essere sostenuti per lo smaltimento dei materiali a norma di legge, nonché l’eventualità che essi possano essere vantaggiosamente riutilizzati quando il vigneto verrà espiantato. Nel caso specifico dei pali si deve considerare anche l’impatto ambientale che essi comportano e la rispondenza a requisiti di ordine estetico che ne permettano un’armonica integrazione con il territorio che ospita il vigneto; sempre nell’ambito dell’impatto ambientale è bene richiedere specifiche garanzie al fornitore in merito alla cessione di sostanze al terreno e al vendemmiato, qualora sia attuata la vendemmia meccanica.

Non ultimi, devono essere valutati anche i rischi per gli operatori che i vari materiali con cui viene realizzato l’impianto possono comportare, sia in fase di messa in opera sia in fase di manutenzione e nel corso delle lavorazioni eseguite ordinariamente nel vigneto.

DAI SOSTEGNI VERTICALI…

Non esiste al momento una tipologia di palo che possa in assoluto essere considerata migliore di tutte le altre, soprattutto se si considerano l’estrema variabilità delle condizioni in cui vengono realizzati gli impianti, lo sviluppo dimensionale e le diverse esigenze di ciascuna delle svariate forme di allevamento esistenti, le caratteristiche specifiche dei vitigni e i carichi produttivi potenzialmente raggiungibili.

Sul mercato coesistono pertanto svariate tipologie di palo, con caratteristiche differenti, in grado di soddisfare le diverse esigenze impiantistiche.

  • Pali di cemento: I vecchi pali di cemento vibrato fenestrato, ancora utilizzati in alcune forme di allevamento tradizionali, sono stati in gran parte soppiantati da quelli in cemento precompresso, utilizzati sia per le forme in parete sia per quelle in volume.Questi presentano una buona resistenza alla flessione laterale, dovuta all’armatura interna costituita da 4-6 trecce di fi lo di ferro, e un’ottima resistenza alla compressione. Negli impianti realizzati nel corso dell’ultimo decennio l’elevata diffusione di questi pali è da ricondurre alla buona resistenza che oppongono alle sollecitazioni – vibrazione e flessione laterale – che si verificano durante la vendemmia meccanica. I pali in cemento precompresso hanno generalmente sezione quadrata o trapezoidale, con 2 o 4 angoli arrotondati, al fi ne di eliminare i fenomeni di scheggiatura che si verificavano in seguito all’urto dei battitori delle vendemmiatrici con gli spigoli vivi. Tra i pregi di questi pali si considera la buona durata, generalmente superiore a quella del vigneto, che ne rende possibile il riutilizzo, mentre come limiti si considerano il loro peso, che rende più gravoso, rispetto a quelli realizzati con altri materiali, il trasporto, la distribuzione in campo e la messa a dimora, nonché l’usura dei battitori che essi comportano.
  • Pali di legno: L’offerta di pali di legno presenti sul mercato è qualitativamente eterogenea, in quanto dipende non solo dalle essenze legnose utilizzate per la loro produzione – tra le quali rientrano pino silvestre, pino marittimo, larice, abete bianco, abete rosso, castagno, robinia e azobé – ma anche dalle caratteristiche dell’ambiente di crescita – continentale o mediterraneo – che ne condiziona la velocità di sviluppo. Sulle caratteristiche del palo, in modo particolare sulla durata, incidono inoltre il periodo di stagionatura e il trattamento con cui viene impregnato di sali, che può avvenire tramite semplice bagno oppure in autoclave a elevata pressione. Essi possono essere forniti con o senza punta, nelle tipologie tornito, piallato e scortecciato; questi ultimi, per il fatto di avere le fi bre legnose integre per tutta la lunghezza, presentano tendenzialmente una maggiore resistenza ed elasticità. Recentemente sono comparsi sul mercato anche pali di legno lamellare, dotati di un rivestimento poliuretanico a protezione della porzione che viene infissa nel terreno. I pali di legno presentano come peculiarità un’elevata flessibilità, una buona resistenza agli urti e un peso ridotto che ne consente una facile movimentazione. Risultano inoltre essere rispettosi degli organi battitori delle vendemmiatrici, determinandone un’usura ridotta. Molto importante è la validità di questa tipologia di pali sotto il profi lo estetico, che consente di ridurre l’impatto visivo dell’impianto, dal momento che essi sono costituiti da un materiale naturale. Il limite dei pali di legno è in taluni casi rappresentato dalla deperibilità, che può essere accelerata nei terreni che si presentano costantemente umidi, mentre non costituisce solitamente un problema nei terreni drenati e generalmente asciutti. Al fine di garantire una maggiore resistenza nei confronti dell’umidità, esistono tipologie di pali muniti di puntale metallico che evitano il contatto tra terreno e legno.
  • Pali metallici: Esiste un’ampia scelta di pali metallici che si differenziano sostanzialmente per il materiale col quale sono realizzati e per la forma. La tipologia più diffusa è il palo a sezione aperta, realizzato con lamiera sagomata a C o a Ω e successivamente zincata a caldo. Esistono anche pali realizzati in acciaio inox o in corten; quest’ultimo è un acciaio contenente rame, cromo e fosforo uniformemente ossidato, particolarmente resistente alla corrosione. Solitamente sui lati del palo vengono ricavati, a distanza regolare, i ganci necessari per il montaggio dei fili, sia fissi sia mobili. Un’ulteriore tipologia di palo metallico è quello tubolare, realizzato in acciaio inox o in acciaio zincato, sul quale vengono ricavati asole e fori per il montaggio dei fili e degli accessori. Tra i vantaggi del palo metallico si considerano la grande flessibilità, che permette un’ottima adattabilità alla vendemmia meccanica, e l’economicità di posa derivante dall’elevata maneggevolezza; siccome i pali metallici vengono forniti dotati di fori e di asole, risulta particolarmente agevole e rapido il montaggio dei fi li e degli accessori. Dal punto di vista estetico il palo in corten, che si presenta di colore bruno, o il palo metallico zincato verniciato, permettono di ottenere buoni risultati anche sotto il profilo dell’impatto visivo. Per quanto concerne la durata nel tempo, i pali metallici in acciaio zincato a caldo, in acciaio inox o in corten offrono ottime garanzie. Essendo disponibili pali metallici con prezzi e prestazioni diversi, è bene richiedere al fornitore specifiche garanzie in merito al tipo di zincatura e alla resistenza ai fenomeni di ossidazione che potrebbero innescarsi sia nella porzione infissa nel terreno, a contatto con l’umidità, sia nei punti critici rappresentati da fori e asole, se non adeguatamente protetti. Negli ambienti più produttivi, come ad esempio quelli di pianura dotati di buona fertilità, i pali metallici sagomati vengono messi a dimora con distanze sulla fi la che non superano in genere 4,5-5,0 m, quindi in numero leggermente superiore rispetto a quelli di cemento precompresso e di legno, che consentono in genere di spingersi fino a 6,0 m. Già da qualche anno sono disponibili particolari pali costituiti da un’anima metallica rivestita da una protezione di polietilene, sulla quale vengono ricavate le asole per il sostegno dei fili e degli accessori; questi pali presentano caratteristiche simili ai pali metallici, per quanto concerne resistenza, maneggevolezza e predisposizione alla raccolta meccanica. Inoltre hanno solitamente una colorazione bruno marrone che li rende validi sotto il profilo estetico. Il costo di questa tipologia di palo è leggermente superiore a quella di un palo metallico convenzionale.

…A QUELLI ORIZZONTALI
In ambito viticolo si utilizzano essenzialmente il filo in acciaio a tripla zincatura, il filo in acciaio con protezione in zinco/alluminio e il filo in acciaio inossidabile, ai quali si aggiunge il filo in polimero plastico, utilizzato per la gestione in verde di alcune forme di allevamento.

  • Filo in acciaio a tripla zincatura: Il filo a tripla zincatura è costituito da un’anima in acciaio rivestita da una zincatura pesante; tra i vantaggi presenta un basso costo e un’elevata facilità di lavorazione, mentre tra gli svantaggi si considerano il basso carico di rottura, che impone calibri maggiori rispetto alle altre tipologie, e un allungamento elevato (15-20%) per ovviare al quale si deve ricorrere a periodiche ritensionature.
  • Filo in acciaio con protezione in zinco/alluminio: È composto da un’anima in acciaio ricoperto da una lega di zinco e alluminio che ne migliora le caratteristiche. Rispetto al filo a tripla zincatura ha il vantaggio di presentare un carico di rottura maggiore e un allungamento inferiore (5%); per contro si possono avere una minore malleabilità e una maggiore fragilità in corrispondenza delle piegature. Rientra in questa categoria il filo spiralato, il quale ha il vantaggio di rendere superflue le legature e di consentire al cordone permanente di rimanere in posizione, importante soprattutto negli impianti di cordone libero. Il filo spiralato, in grado di auto tendersi, deve essere pre-tagliato su misura in funzione della lunghezza del filare e necessita di dinamometro per poter essere montato con la tensione necessaria. Lo svantaggio principale è rappresentato dal fatto che rende molto difficoltosa l’eventuale sostituzione del cordone permanente.
  • Filo in acciaio inox: I fili di acciaio inox e di lega inox hanno come caratteristiche principali l’elevata resistenza alla corrosione, un elevato carico di rottura e un ridottissimo allungamento (1,5-3%), il quale garantisce il mantenimento della tensione impostata al momento dell’impianto e limita gli interventi di manutenzione. Tra gli svantaggi rientrano la difficoltà di posa dovuta alla scarsa malleabilità e il costo elevato. Nel caso siano impiegati come fi li di contenimento, si deve considerare inoltre il rischio che possano tagliare i germogli spinti contro di essi dal vento, considerato il diametro esiguo.
  • Filo in polimero plastico: Presenta un’agevole messa in opera e si presta bene, considerata l’elevata elasticità, per la realizzazione delle coppie mobili utilizzate per la palizzatura dei germogli nelle controspalliere basse, nonché per la pettinatura semi automatica nella Doppia cortina. Lo svantaggio principale è che può essere soggetto a tagli indesiderati sia durante la potatura meccanica sia durante quella manuale.

E INFINE I PARTICOLARI

Collare tendifi lo e gancio in acciaio inox su palo di legno.

Nella realizzazione dei vigneti assumono sempre più importanza gli accessori. L’industria produce innumerevoli accessori per i più svariati utilizzi.

  • Collari e ganci: La funzione dei collari, costruiti in acciaio inox o in acciaio zincato, è quella di collegare i fili al palo di testa; solitamente sono costituiti da una fascia in piattina o da un filo sui quali è inserito un rullino tirafilo provvisto di fermo, sul quale viene avvolto il capo terminale del filo. Il gancio serve invece a collegare il palo di testata all’ancora e può essere dotato anch’esso di rullino tirafilo, agendo sul quale si ha modo di influire sulla tensione di tutto il filare. Il collegamento tra gancio e ancora può essere effettuato sia col filo dello stesso diametro e tipologia utilizzata come filo portante, oppure con fune di acciaio. In taluni casi, al fine di ridurre i costi di impianto, i collari e i ganci non vengono utilizzati, collegando i fili direttamente al palo e mettendoli in tensione mediante opportuni morsetti provvisti di un meccanismo a molla. Esistono inoltre specifici collari sviluppati per collegare al palo di testata coppie di fili, i quali sono provvisti di un doppio rullino; altre soluzioni prevedono che ciascun filo della coppia termini con una catenella che viene fissata in uno dei due ganci presenti sul collare, permettendone la movimentazione e il tensionamento. Per favorire la movimentazione dei doppi fili si usano anche collari provvisti di una o 2 molle, che forniscono l’elasticità necessaria per la corretta esecuzione della palizzatura. Le coppie di fi li mobili possono essere movimentate anche tramite forcelle, munite di argano per il tensionamento, in grado di scorrere direttamente sul palo di testata o su di un’apposita guida fissata a esso (sistema Grimaldi).
  • Ferma tondino:Sono accessori che sono stati sviluppati con lo scopo di rendere più veloce il montaggio dei tutori al filo portante. Per evitare diavere problematiche ai macchinari di cantina, è fondamentale che essi non si distacchino a seguito degli urti dovuti alla raccolta meccanica.
  • Divaricatori e braccetti: Lo scopo di questi accessori, realizzati quasi esclusivamente in acciaio inox, è quello di collegare, in maniera più funzionale, i fili ai pali intermedi, in modo da facilitare il corretto posizionamento dei germogli.

(Riccardo Castaldi, Andrea Castellari)

Molla per il tensionamento e la movimentazione dei fili mobili.
Sistema Grimaldi.