I vignaioli Indipendenti sulle questioni dei disciplinari di produzione dei Vini della Valpolicella

La FIVI Valpolicella chiede risposte al Consorzio

Castellani: "Maggior rappresentatività per le piccole e medie imprese a livello istituzionale"

Con riferimento all’Assemblea dei soci del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella svoltasi venerdì 10 maggio, che prevedeva in ordine del giorno la votazione di alcune importanti modifiche dei disciplinari produttivi Valpolicella, Valpolicella Ripasso, Amarone e Recioto della Valpolicella, l’Associazione Vignaioli Indipendenti della Valpolicella, facente capo a FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, si è espressa per un rinvio della votazione.
Questo, vista anche l’apertura del Direttore di Siquria Srl, Guido Giacometti, il quale ha messo in luce la necessità di far chiarezza sull’articolo 4 comma 2 del Disciplinare di Produzione, che prevede l’eliminazione del divieto di impianto nei terreni freschi e di fondo valle (norma presente nei disciplinari di molte denominazioni e mai applicata), con la conseguente possibilità di posticipare l’inizio dei controlli in tal senso.
I Vignaioli Indipendenti hanno anche chiesto di ridiscutere quanto prima la variazione dell’ex art. 5 comma 10, ora art. 3 comma 8 del Disciplinare di Produzione del Valpolicella Ripasso, che legittima il Consorzio a decidere sulla possibilità di modulare l’aggiunta migliorativa per la riclassificazione di vino atto a divenire Amarone della Valpolicella in una percentuale variabile fino alla misura del 15%.
Alessandro Castellani, Presidente dei Vignaioli Indipendenti della Valpolicella spiega: “La nostra Associazione ritiene che temi di tale importanza debbano essere spiegati e discussi PRIMA dell’assemblea, perché in questo modo è possibile votare in maniera consapevole e con le idee chiare. Le piccole e medie imprese sono, a nostro avviso, l’asse portante della filiera di alta qualità ed è vitale che siano maggiormente coinvolte e abbiano maggior rappresentatività in sede istituzionale. Ne va, oltretutto, del buon nome e della credibilità della denominazione. Anche per questo abbiamo chiesto delucidazioni in merito alla costituzionalità dell’art.16 dello Statuto del Consorzio che riguarda deleghe e voti, e che di fatto rischia di creare un “cartello”, rendendo impossibile alle piccole cantine come le nostre decidere del futuro delle nostre denominazioni. Auspichiamo quindi che il Presidente Christian Marchesini mantenga l’impegno preso a far sì che presto si realizzi un tavolo di incontro fra tutte le realtà che compongono la filiera, di cui noi Vignaioli Indipendenti a pieno titolo vogliamo far parte per la condivisione e la soluzione di problematiche e temi importanti che riguardano le nostre denominazioni e la nostra terra “.