A seguito del sequestro di falso Champagne nel padovano

In merito all’utilizzo del termine “Prosecco” per definire uno spumante

Una nota di precisazione del Sistema Prosecco

Prosecco-Doc-logoSono indignato di fronte al fatto che si usi ogni pretesto per parlare di Prosecco, anche a  sproposito. Come oggi. Ancora una volta la nostra denominazione viene tirata in ballo da chi ne parla senza cognizione di causa, senza consapevolezza del danno enorme generato nei confronti di un sistema produttivo virtuoso e soprattutto senza pagarne le conseguenze”.
Con queste parole il Presidente del Consorzio di tutela della DOC Prosecco, Stefano Zanette, ha commentato la falsa notizia di oggi, 1 febbraio 2016, secondo la quale vi sarebbe stato Prosecco dentro alle bottiglie di Moet & Chandon contraffatte sequestrate dalla Guardia di Finanza nel padovano e vedono coinvolto non un produttore di Prosecco ma un personaggio ben noto alle forze dell’ordine, già alla sbarra nel 2007 per truffa e contraffazione di altri beni.
Sia chiaro una volta  per tutte – prosegue Zanette – che il PROSECCO, per definizione, è solo quello certificato ovvero che ha richiesto e ottenuto il contrassegno di Stato emesso dalla Zecca. Quindi il vino sequestrato non può in alcun modo essere identificato con il Prosecco che è una denominazione e non una varietà”.
Il Presidente Zanette rivolge quindi un accorato appello in particolare agli Organi di Informazione affinché si premurino di verificare esattamente i termini da utilizzare nell’affrontare qualunque questione che rimandi al Prosecco, ricordando che si tratta di una delle più importanti denominazioni del mondo.
In virtù del mio ruolo non solo di presidente della Doc Prosecco ma anche della Società consortile a responsabilità limitata “Sistema Prosecco scarl” che opera a tutela della tre denominazioni e dei relativi territori di produzione, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Asolo Prosecco Docg e Prosecco Doc, ho  conferito immediatamente mandato ai nostri legali di ricorrere alle vie legali contro chiunque usi informazioni non corrette diffamando un prodotto di eccellenza del made in Italy”.