Impiego del cippato nella produzione di energia.

In genere il cippato di vite è idoneo a essere pellettizzato al fine di avere un combustibile di maggior rendimento termico nelle caldaie. Le fasi principali del processo produttivo del pellet, in genere, riguardano pre-trattamento della materia prima al fine di renderla omogenea, pellettizzazione degli scarti legnosi all’interno di matrici forate, raffreddamento, separazione delle parti fini, imballaggio e immagazzinamento. Il pellet di vite presenta un contenuto di ceneri che si attesta su valori pari a circa il 2,5% e un potere calorifico inferiore a quello del pellet di migliore qualità (Pellet Gold). Tale combustibile può essere di solito impiegato con buoni risultati nelle moderne caldaie ma non nelle piccole stufe casalinghe (combustione non ottimale e formazione di scorie). Lo stesso uso efficiente in caldaia è variabile, a seconda delle caratteristiche dell’impianto (il tipo di griglia) e i sistemi di regolazione dei processi di combustione. In generale vari test assicurano un impiego idoneo del pellet di vite per caldaie a griglia mobile, in grado di lavorare combustibili a elevato contenuto di ceneri e dotate di dispositivi per la gestione di depositi e per la rimozione della cenere. Le emissioni della combustione normalmente rispettano i limiti di legge, come da tabella 2. I residui provenienti dalla viticoltura possono impiegarsi per due tipi di produzione energetica: • per la produzione di energia termica per il riscaldamento e acqua calda sanitaria a utenze collegate con rete di tele-riscaldamento; • per la produzione combinata di energia termica ed elettrica, in appositi impianti di cogenerazione con alto rendimento.