Già presidente del Consorzio del Bardolino

Giorgio Tommasi nuovo presidente del Consorzio Tutela Custoza

Succede a Carlo Nerozzi

Giorgio Tommasi (foto) è il nuovo presidente del Consorzio di tutela del Custoza Doc. Succede a Carlo Nerozzi, che lascia per altri impegni. Conduce un’azienda agricola con vigneti a Sandrà e Lazise, viticoltore con una lunga tradizione famigliare alle spalle e laureato in agraria, Tommasi, 59 anni, è già presidente da oltre cinque anni anche del Consorzio di tutela del Bardolino. Il Custoza, 70 cantine, circa 500 vignaioli, 12.00 ettari di vigneto specializzato, ha una produzione di 12 milioni di bottiglie annue. Si tratta della quarta Doc italiana per produzione tra i vini bianchi.
La strategia del Custoza – dice Tommasi – è semplice: puntare ad una qualità sempre più elevata, partendo da una base che è già buona, e far sì che il vino trovi una maggiore identità, concentrandoci sui nostri tratti caratterizzanti: la piacevolezza di beva, l’abbinabilità con la cucina, la leggerezza e la delicata aromaticità, la freschezza tipica dei suoli delle colline moreniche che stanno tra la città di Verona e il lago di Garda. Qualità e identità sono le nostre parole d’ordine”. Tra le Doc storiche del panorama dei vini bianchi nazionali, il Custoza ha poi una prerogativa abbastanza rara: non dipende infatti da un vitigno prevalente, ma nasce dal sapiente mix di varie uve, fra le quali spiccano quelle autoctone, la Garganega, il Trebbianello e la Bianca Fernanda. “È sulla valorizzazione dei caratteri distintivi di queste uve che ci possiamo e dobbiamo focalizzare sempre di più, ma si tratta di un percorso che la filiera produttiva del Custoza ha già intrapreso con convinzione” spiega il presidente del Consorzio.
Intanto, il Consorzio di tutela del Custoza ha ricevuto dal ministero delle Politiche agricole l’incarico per la tutela e la promozione della denominazione erga omnes, ossia in rappresentanza anche delle aziende che imbottigliano il vino della Doc senza essere socie dell’ente consortile.  “In realtà – annota Tommasi – il riconoscimento dell’erga omnes era quasi scontato, visto che i soci del Consorzio di tutela producono circa il 90% del totale delle uve dell’area: si tratta di uno dei livelli di rappresentatività più alti d’Italia”. Giorgio Tommasi è ora prossimo ad entrare come consigliere in Federdoc, la Federazione dei Consorzi a tutela delle doc italiane, al posto di Luciano Piona, ex presidente di Uvive (l’Unione dei Consorzi dei vini veneti) ed oggi anch’egli membro del consiglio di amministrazione del Custoza.