Le questioni fondamentali da chiarire

Fosfonati di potassio: il corretto utilizzo in viticoltura

L'intervista a Ilaria Pertot

Ilaria-Pertot_portaleLe piogge della seconda metà del mese di aprile 2015 hanno avviato le infezioni primarie di Peronospora.
Le primissime evasioni sono state osservate a fine aprile e riconducibili alle piogge del 17, mentre nei primi di maggio sono evase le infezioni relative alle piogge cadute intorno al 27 aprile.
Sono ancora presenti famiglie di oospore nel terreno. L’innalzamento del minimo termico e le prolungate bagnature notturne sono le condizioni ideali di sviluppi della malattia. Non dimentichiamo, inoltre, che la vite si trova in condizioni di intensa crescita (ottime temperature e adeguata carica idrica nel terreno) e in forte recupero. Quindi, per garantire una protezione adeguata della vegetazione è consigliabile utilizzare un prodotto a base di fosfonato di potassio in miscela con un partner adeguato.

La differenza fondamentale tra prodotti fitosanitari e concimi

Abbiamo chiesto a Ilaria Pertot (foto), ricercatrice presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN), di chiarirci le funzioni svolte dai fosfonati di potassio in agricoltura e viticoltura.
Perché ritiene interessanti in fosfonati di potassio in agricoltura e in particolare in viticoltura?
“I fosfonati offrono uno strumento molto interessante per la difesa antiperonosporica in viticoltura. Essi sono infatti particolarmente attivi nei confronti degli oomiceti, di cui fa parte appunto la peronospora, grazie ad un doppio effetto: un’azione tossica diretta nei confronti del patogeno e l’attivazione della resistenza della pianta. Il principio attivo viene assorbito rapidamente dai tessuti vegetali con un trasporto diretto soprattutto in senso acropeto verso gli organi in attiva crescita della vite, e quindi con i noti vantaggi di tutti prodotti sistemici (il prodotto non viene dilavato da eventuali piogge, protegge la nuova vegetazione, ecc.). In aggiunta a queste caratteristiche, i fosfonati hanno un ottimo profilo tossicologico ed ecotossicologico ed aiutano ad innalzare il livello di sostenibilità dei programmi di difesa integrata. Ulteriori aspetti positivi sono il meccanismo di azione, che è diverso da tutti gli altri antiperonosporici presenti sul mercato, ed il basso rischio di selezione di popolazioni resistenti del patogeno grazie al meccanismo d’azione complesso (azione diretta ed indiretta) che ne fanno quindi un interessante alternativa nelle strategie antiresistenza”.
Che differenza c’è tra un fosfonato registrato come agrofarmaco e un normale concime contenente fosfonato?
“Dal punto di vista del principio attivo non ci sono differenze. La normativa europea però prevede la registrazione come prodotto fitosanitario per tutte quelle sostanze che hanno azione fungicida a tutela sia del consumatore ma anche dell’agricoltore. Infatti il prodotto registrato è garanzia di qualità, efficacia e sicurezza. Nel prodotto fitosanitario la concentrazione della sostanza attiva è dichiarata e garantita e la formulazione è ottimizzata per massimizzare l’efficacia. Un concime può contenere fosfonati, ma la concentrazione non viene indicata e non è c’è nessuna garanzia che gli altri elementi del concime non interferiscano con l’assorbimento del fosfonato da parte della pianta. Questo può determinare problemi di minore efficacia, fitotossicità o superamento del residuo”.
Come contribuiscono i fosfonati di potassio alla concimazione fosfatica e potassica?
“Nonostante i fosfonati vengano inseriti in alcuni concimi, il fosforo contenuto in essi non è disponibile per la pianta, quindi vanno considerati veri e propri fungicidi. I fosfonati sono assorbiti dalla pianta ed incorporati nelle cellule come ioni fosfito (H2PO3); il fatto che manchi un atomo di ossigeno fa sì che il metabolismo nelle piante sia diverso da quello dei fosfati. Gli ioni fosfito possono essere trasportati nelle piante, ma non sono coinvolti nel metabolismo del fosforo (produzione di ATP, fotosintesi e respirazione) e quindi non hanno alcuna azione fertilizzante. Questo spiega anche la lunga persistenza del residuo. Se applicati al terreno però vengono metabolizzati dai microrganismi e quindi poi il fosforo come fosfato può essere assorbito e utilizzato dalla pianta ed agire da fertilizzante”.

Enervin® Pro. Protezione in movimento contro la peronospora

Enervin-ProEnervin® Pro rappresenta l’evoluzione della linea di antiperonosporici BASF basato sulla nuova sostanza chimica Initium®. Enervin Pro è l’antiperonosporico che nasce dalla combinazione di Enervin SC e LBG 01F34 (Century SL, il primo ed unico fosfonato di potassio registrato come agrofarmaco), disponibile in Twin Pack per la difesa ottimale della Vite.
Il prodotto sposa le caratteristiche delle due molecole, fortemente complementari fra loro. Initium è caratterizzato da un’elevatissima cerodinamicità, LBG 01F34 è invece dotato di sistemia: LBG 01F34 (Century SL), quando immesso nell’acqua, immediatamente si dissocia in ione fosfonato e ione K+ ed è il primo a possedere un’azione sul patogeno. Grazie all’elevata sistemia trasloca sui nuovi germogli, proteggendo così anche la vegetazione che non era presente al momento del trattamento.
Questo prodotto è molto flessibile ed utilizzabile anche in tarda stagione per la contemporanea protezione del grappolo e delle nuove femminelle. Enervin Pro può essere applicato nei momenti di intensa crescita della vite, avendo cura di alternarlo a prodotti con diverso meccanismo di azione, per un massimo di 3 trattamenti all’anno.

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