Condivise le preoccupazioni espresse dall’Istituto del Vino Grandi Marchi e dal Consorzio Italia del Vino

Federvini sulla “Promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi”

Ancora ritardi e incongruenze nella adozione delle norme

FederviniLa promozione del vino è una misura settoriale che beneficia di un budget annuale di 100 milioni di euro, cui le aziende partecipano con proprie risorse in misura almeno equivalente. Nonostante ciò, la proposta di decreto per l’attuazione della misura OCM sulla promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi, dopo una gestazione lunghissima, pare confermare una attenzione pressoché nulla alle esigenze delle imprese.
Federvini non può che condividere le preoccupazioni espresse dall’Istituto del Vino Grandi Marchi e dal Consorzio Italia del Vino.
A più riprese la filiera ha proposto modifiche al testo del decreto, che finora non sono state recepite dal Ministero e dalle Regioni. E ciò proprio mentre il primo Ministro Renzi continua a spronare il settore ad una sempre maggiore attenzione allo sviluppo dei mercati esteri.
Il Ministro Martina era stato sollecitato a maggio 2015 dai Presidenti della Associazioni della filiera, sull’esigenza di un programma di promozione che consentisse agli operatori di confrontarsi con i competitors di altri paesi con armi più efficaci. A settembre 2015 i Presidenti avevano nuovamente sollecitato il Ministro sul tema, senza ottenere riscontri. E fa pensare questa tempistica, visto che proprio la risorsa tempo nella competizione sui mercati appare ormai una discriminante chiave per il successo.
Ad oggi il testo di decreto diramato dal Ministero per le Politiche Agricole contiene criteri di priorità in contrasto con le finalità di rafforzamento della presenza internazionale dei nostri vini, e ciò sia con riferimento ai mercati, in quanto tende ad escludere quelli che siano stati già oggetto di interventi, che – guarda caso – coincidono con quelli a più elevata intensità concorrenziale, sui quali maggiormente necessita un intervento massiccio e continuativo; sia con riferimento ai beneficiari, poiché il testo tende a penalizzare gli operatori che hanno attuato in precedenza programmi di promozione e aperto la strada a opportunità di sviluppo dei mercati. Un atteggiamento punitivo che pare del tutto irragionevole.
Federvini auspica che vi sia una pronta revisione, nel rispetto delle finalità dei programmi di promozione OCM e nell’interesse di un comparto produttivo così rappresentativo e trainante dell’intero comparto agroalimentare nazionale.