Assoenologi: tassi da boom economico in tutte le aree importanti

Export vino italiano: i dati del primo semestre 2015

Una chiusura brillante

Bottiglie-cassettaIl vino è sempre un termometro per misurare lo stato di salute e i trend in atto di un mercato e i dati del primo semestre confermano questa caratteristica. La crescita del vino registra +6,5% in valore rispetto allo scorso anno e si respira una buona atmosfera nelle aziende impegnate sul versante dei mercati esteri. Secondo il Centro Studi di Assoenologi il dato complessivo è positivo e le realtà regionali mostrano un andamento non omogeneo.
Il Veneto si conferma la regione leader con un valore di 855,4 milioni € e una crescita del +11,0%; in seconda posizione si colloca il Piemonte con un valore di 436,3 milioni e un trend stabile -0,6%. I vini piemontesi rossi Dop e Asti spumante, dopo una fase d’espansione, stanno attraversando un periodo di rallentamento. La Toscana vive una fase euforica caratterizzato da una robusta domanda nei principali mercati che imprime una netta accelerazione ai valori unitari. Il valore export registra un balzo da 339,8 a 427,5 milioni €, pari ad una crescita del +25,8%. Circa 270 milioni € sono originati dai flussi dei vini rossi Dop della Toscana, ai quali devono aggiungersi 10,5 milioni € da attribuire ai vini bianchi Dop della Toscana. Stabile la performance del Trentino Alto Adige con un valore di 244,7 milioni € +0,4% Fase negativa per Lombardia -7,5%, Emilia Romagna -14,9% e Marche -10,7%. Lazio e Abruzzo mostrano una crescente vivacità che tocca a fine del semestre valori compresi nella forbice del +8,5% e +8,7%. Le due grandi regioni del Sud mostrano una tiepida crescita Puglia +1,4% e Sicilia +5,2%, con rispettivi valori di 47,4 e 51,4 milioni €. Buona la crescita dei vini della Campania che registrano un incremento dei valori da 17,8 a 21,3 milioni €. Alla luce dei fatti è indubbio che la scelta dei produttori di puntare sui vitigni tipici autoctoni sta producendo ottimi risultati. La Sardegna accusa una flessione del -6,4% apparentemente non in grado di cogliere nella fase iniziale il trend espansivo.
La fase espansiva della domanda internazionale registrata nel secondo trimestre ha impresso un netto miglioramento all’intero semestre. Assoenologi ha calcolato che il valore lievita da 2.387 a 2.542 milioni € + 6,4% contro il +3,8% registrato a marzo; i volumi riescono a recuperare parzialmente il gap della prima parte del’anno riducendo la flessione delle consegne dal -2,1% al -1,7%, contrazione da individuare nelle caduta delle consegne del vino sfuso.
Nota ancora più positiva resta la crescita del Valore medio unitario (Vmu) che passa nel confronto con lo stesso periodo del 2014 da € 2,40 a € 2,60/l.

Paesi Terzi e Ue
L’export verso i Paesi Terzi corre 4 volte più veloce che nell’Unione Europea, +10,8% contro il +2,6% rispettivamente. La fotografia al fotofinish dei dati consuntivi del semestre mostra un differenziale di appena 36 milioni € tra le due aree, un “gap” che con molta probabilità verrà colmato nei prossimi mesi alla luce dei rispettivi tassi di crescita. – spiega Assoenologi. Il valore export nella UE passa da 1.256 a 1.289 milioni €; nei Paesi Terzi l’incremento è più palpabile da 1.130 a 1.253. Indubbiamente il segnale è molto chiaro su quali sono le aree soggette a crescite a due cifre e dove ricercare gli spazi di crescita per le imprese italiane. Il Nord America è l’area di riferimento al momento e gli USA giocano un ruolo ancor più strategico di prima nel futuro del vino italiano.
Assoenologi ritiene che ad accelerare la crescita sia l’incremento dei valori unitari registrati in molte tipologie di vino.
Nella UE il VMU passa da € 1,83 a €1,96/l, pari al +7,3%; mentre nei Paesi Terzi il prezzo medio registra con incremento del +6,1% passando da € 3,67 a € 3,90/l, ad un soffio dei € 4 per litro.
In tutte le aree importanti i valori sono in espansione, con tassi da boom economico: Asia Centrale +19,1%, Nord America + 17,1%, dal +15,6% del primo trimestre, Estremo Oriente +9,5%, dal -4,0% . La stessa Unione Europea +2,6%, dal -0,2%; per non parlare dell’area Altri Paesi Europei da -7,4% a +3,6%.
Dalle elaborazioni dei dati Istat, Assoenologi evidenzia che anche sul versante dei volumi si registra un netto miglioramento delle consegne. Se a marzo la flessione si attestava a -2,1% a giugno il calo si è ridimensionato a -1,7%. La flessione più evidente si registrano nelle aree/mercati destinatari di vino sfuso. L’area extra –UE è la meno colpita dalla contrazione. Il Nord America registra una crescita delle consegne del + 9,5% , mentre l’Estremo Oriente l’incremento è del +5,8%.

Conclusioni
In conclusione il Centro Studi di Assoenologi afferma che il primo semestre dell’anno si chiude in maniera brillante per il vino italiano, grazie alla capacità delle imprese che hanno saputo cogliere le opportunità della domanda internazionale. Si delineano nuovi scenari per l’offerta enologica italiana in un’evoluzione continua che ridisegna, non tanto il ruolo e la leadership dei mercati principali, quanto il ruolo crescente di alcune aree commerciali nel panorama globale. L’effetto combinato del successo internazionale di Expo 2015 e della fase espansiva delle principali economie contribuirà da un lato a consolidare l’immagine dell’offerta agroalimentare; e dall’altro faciliterà l’espansione della presenza del vino italiano nei mercati internazionali.