Entro la fine del 2015

Eurasia: in arrivo il codice unico del vino

Al termine la legislazione indipendente degli stati membri dell’Unione Economica Eurasiatica
0
17

Business-strategiesLa navigazione a vista nel commercio del vino nei territori dei Paesi aderenti all’Unione Economica Eurasiatica ha i giorni contati. “Il comparto del vino verrà entro l’anno normato a parte con un codice unico e non resterà indistintamente confuso all’interno del settore agroalimentare eurasiatico”. Lo ha dichiarato oggi, 22 settembre 2015, a Milano Anton Azarov, Capo della Sezione per le Relazioni Internazionali al Dipartimento Sviluppo e Integrazione della Commissione Economica Eurasiatica, durante il convegno Italia-Eurasia: il dialogo. Come il vino italiano può accedere ai mercati dell’Unione Economica Eurasiatica, organizzato da Business Strategies, Eurasiatx, Eurasian Communication Center, Pavia e Ansaldo Studio Legale, con la collaborazione dell’Associazione Conoscere Eurasia. “Il provvedimento – ha proseguito Azarov – avrà ricadute rilevanti nelle politiche commerciali delle aziende vinicole italiane che guardano verso l’Eurasia, nelle strategie dei distributori che attualmente presidiano il mercato e soprattutto negli attori della grande distribuzione della Federazione Russa e del Kazakhistan. All’interno del nuovo codice unico, che mira a accelerare la burocrazia e garantire la trasparenza delle importazioni, confluiranno pertanto anche le armonizzazioni relative alla comunicazione dei vini in tutto il territorio dell’Unione (Russia, Bielorussia, Kazakhistan, Kirghizistan e Armenia). Attualmente le legislazioni nazionali (relative all’intero settore agroalimentare) consentono disparità normative che destabilizzano sia le politiche sul punto vendita che quelle relative all’intermediazione logistica, doganale e daziale”. Il nuovo codice in arrivo, che sarà approvato entro il 31/12/2015, avrà inoltre un impatto rilevante sull’insieme delle singole normative nazionali dei paesi aderenti, a favore di una maggiore trasparenza scongiurando l’insorgere di vie parallele per la commercializzazione del vino nelle regioni dell’UEE.