Da UPM Raflatac il programma RafCycle

Etichette sostenibili per un packaging green

Per un contributo concreto all'ecosostenibilità del processo di etichettatura

Bottiglia-con-etichetta-riciclata_portaleNella prestigiosa cornice della Locanda Cipriani, nella veneziana Isola di Torcello, lo scorso novembre 2014 si è tenuto il Rafcycle Gala Dinner, un evento esclusivo che ha radunato alcune tra le aziende vinicole più importanti del settore, unite dal comune denominatore di aver aderito al programma RafCycle per il recupero ed il riciclo dei supporti cartacei delle etichette autoadesive. La serata è stata organizzata da UPM Raflatac, uno dei maggiori produttori mondiali di materiali autoadesivi che ha ideato il progetto, e da L.C.I., azienda italiana leader nelle carte da macero, consociata di UPM.

Cantine e sostenibilità

La serata, oltre a celebrare il terzo anno di vita del programma, è stata l’occasione per  premiare tutte le aziende partecipanti al progetto. Sebbene sia aperto a tutti i settori industriali,  è proprio nel mondo del vino che Rafcycle ha riscontrato il maggiore interesse e dove è stata riscontrata una maggior sensibilità verso le tematiche del riciclo e della sostenibilità.
Oltre alle cantine, l’evento ha radunato alcuni prestigiosi marchi del mondo del packaging come Guala Closures e Vetroelite, oltre alle aziende partner di L.C.I, specializzate nella raccolta del rifiuto cartaceo, provenienti da tutta Italia.
Seppur ricopriamo un ruolo che sta a monte della filiera del vino – commenta Stefano Pistoni, Enduse Manager della divisione Beverage, Wine & Spirits  di UPM Raflatac – siamo riusciti con tanta soddisfazione a riunire personaggi di eccellenza del comparto attorno allo stesso tavolo, in un momento conviviale ed informale, nato dall’interesse comune verso la sostenibilità”.

La parola dei produttori di vino

Bruno Boscaini.
Bruno Boscaini.

Dalla vite, alla cantina, all’imbottigliamento. Il prodotto vino nasce dalle radici, dalla terra ed il nostro credo da sempre è massima attenzione all’ambiente fino all’ultima fase del processo“. Queste le fiere parole di Bruno Boscaini, responsabile delle attività produttivo-industriali di  Masi Agricola, marchio di eccellenza nell’enologia italiana,  che così prosegue: “Già anni fa abbiamo aderito a diversi progetti che ci hanno reso più sostenibili, Rafcycle è la ciliegina sulla torta che ci permette di vantare il recupero della carta siliconata proveniente dalle etichette”.

Angelo Bortolin.
Angelo Bortolin.

Desiderio Bortolin della Angelo Bortolin Spumanti, produttore del Conegliano Valdobbiadene DOCG, spiega invece quanto sia importante salvaguardare il proprio territorio: “Ho scelto di partecipare con entusiasmo al programma Rafcycle poiché lo trovo molto importante per tutte le aziende che operano sul territorio da cui traggono vantaggio”.
Personalmente – prosegue Desiderio Bortolin – mi sento in dovere di essere sostenibile e di tutelare il mio territorio. Oltre che ai benefici ambientali, a livello di comunicazione e di immagine aziendale è molto importante comunicare la sostenibilità per far emergere l’etica legata al brand”.

Luca Cielo.
Luca Cielo.

La sostenibilità è un concetto molto importante. In questi ultimi anni – racconta invece Luca Cielo della Cielo e Terra che produce il Freschello, il vino più venduta nella GDO – abbiamo lavorato tanto su questo concetto ed il recupero dei supporti delle etichette si colloca all’interno di progetti a cui già aderiamo con entusiasmo, come il recupero delle acque e dell’energia. C’è sempre maggiore interesse verso i concetti green, un po’ più sensibile è il consumatore estero, ma sono fiducioso – conclude Luca Cielo – che un po’ alla volta attecchirà anche in Italia”.
La cena di gala – spiega Stefano Pistoni – è stata l’occasione per poter illustrare meglio il nostro progetto alle cantine interessate al programma e  per consegnare i diplomi di RafCycle partners, che permettono di utilizzare il marchio Rafcycle per le proprie attività di comunicazione, quindi mostrare al mercato la propria scelta green anche per quanto riguarda l’elemento etichetta“.

Macchinari e tecnologia

Il Gruppo Sacmi spicca come partner tecnico di Rafcycle poiché ha messo a punto una macchina compatta per l’etichettatura autoadesiva con un’innovativa gestione del liner di scarto. Essa è in grado di effettuare carico e scarico del materiale completamente in automatico e alla massima velocità di funzionamento, fino a 60.000 bottiglie/h con un’elevata precisione di posizionamento (± 0,5mm).
L’etichettatrice – spiega Matteo Grioni a capo del Mechanical Engineering di SACMI – non richiede fermi macchina o rallentamenti per i cambi bobina ed è dotata di un automatismo per riavvolgere “in corsa” anche il liner di supporto delle etichette. Inoltre – prosegue il manager – il liner di supporto viene recuperato in piccole bobine compatte, senza etichette residue e senza l’anima di cartone, producendo una qualità di riavvolto pulito, pronto per il mondo di Rafcycle, quindi per il riciclo”.
In questo senso si è rivelata chiave la messa a punto di un sistema che garantisse l’effettiva applicazione di tutte le etichette, senza il rischio che qualche unità residua inquinasse la bobina del liner da smaltire. “L’ eccellenza tecnologica  al servizio del cliente e del riciclo – spiega Stefano Pistoni – ha permesso a SACMI di diventare il primo OEM con la qualifica di RafCycle Technical Partner”.
Parlando della tecnica legata alla carta, il Manager di UPM ci ha spiegato l’uso sempre più importante della soluzione autoadesiva. “A differenza dell’etichetta in carta-colla, quella autoadesiva permette una maggior varietà di soluzioni e combinazioni grafiche, consentendo svariati effetti di  nobilitazione dell’etichetta per un appeal sempre più enfatizzato. Quindi, nonostante sia una soluzione un po’ meno economica, la tendenza oggi è  verso un utilizzo sempre più massivo delle autoadesive  ed un abbandono delle etichette di carta e colla,  ancora valide soltanto per quelle linee di prodotto estremamente standardizzate”.
Se è corretto affermare che la produzione di etichette autoadesive è una tecnologia dai molteplici vantaggi, occorre però constatare che il liner di scarto  post-lavorazione impatta fino al 50% del peso, con una stima di oltre 370mila tonnellate di carta siliconata in pura cellulosa che ogni anno vengono destinate alla discarica.
Fino a 2 anni fa non c’era la possibilità di recuperare i supporti siliconati, si tratta di una recente conquista grazie ad intense attività di ricerca e sviluppo, resa possibile dalla logistica integrata di un gruppo come Upm.
Gli utilizzatori di etichette autoadesive – sentenzia Pistoni – oggi possono decidere di dare un plusvalore sostenibile alla propria attività, impiegando in modo virtuoso gli scarti siliconati derivanti dalla dispensazione delle etichette nell’ultima fase del ciclo di vita”.

Il programma di riciclo

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Federico Dossena.

Rafcycle è un progetto sviluppato circa 3 anni fa da Upm Raflatac, appunto con lo scopo di riutilizzare tutti gli scarti lungo la filiera dell’autoadesivo. Il programma offre agli etichettifici il recupero degli sfridi di lavorazione delle etichette destinati alle cartiere UPM, dove vengono utilizzati come combustibile (Waste to Energy). Per gli utilizzatori finali di etichette, RafCycle permette di recuperare  i supporti siliconati post dispensazione, detti anche glassine, sottraendoli alla discarica e riutilizzandoli per creare nuova cellulosa, riutilizzata successivamente sempre all’interno delle cartiere UPM. Il fine è quello di migliorare la gestione del rifiuto autoadesivo, ridurre i costi di smaltimento e garantire un minor impatto ambientale del packaging.
Il programma Rafcycle è stato avviato in Germania con una serie di test di raccolta di carta siliconata, pari a qualche centinaio di tonnellate a livello di prova. Vista l’efficacia e il buon esito del risultato è stato poi promosso in tutta Europa, arrivando oggi a raccogliere circa 5mila tonnellate di carta siliconata. “Di queste, l’8,5% – dettaglia Federico Dossena, Head of Recycled Paper Direct Sourcing di UPM –  viene dall’Italia, pari a 450 tonnellate che intercettiamo prevalentemente  dagli  utilizzatori finali, ovvero l’industria che dell’etichetta fa uso per poter caratterizzare i propri prodotti. I numeri sono incoraggianti, crediamo fermamente nel progetto e stiamo cercando di contagiare il più possibile la sensibilità dei player in questa industria”.
I supporti siliconati vengono raccolti presso le aziende utilizzatrici di etichette, attraverso le piattaforme di raccolta di L.C.I., con oltre 150 partner specializzati nella raccolta dei rifiuti cartacei, distribuiti capillarmente su tutto il territorio italiano.
L’azienda di riciclo fornisce in comodato d’uso gratuito le attrezzature necessarie affinché la raccolta delle glassine avvenga senza modificare le normali procedure operative del cliente. Esse vengono successivamente spedite alla cartiera Upm di Plattling, in Germania, dove si provvede a rimuovere lo strato di silicone, ottenendo nuova cellulosa che viene trasformata in nuova carta Upm.
Come dimostra la nostra piattaforma Labellife,  per il calcolo dell’impronta ambientale dell’etichetta, il riciclo del supporto siliconato tramite il nostro programma Rafcycle aiuta i brand owner a ridurre fino al 40% le emissioni di CO2 a loro carico.

Il riciclo della carta in Italia

Stefano Pistoni e Marco Silvestri.
Stefano Pistoni e Marco Silvestri.

Per concretizzare il programma RafCycle, un ruolo determinante è coperto da L.C.I, primario fornitore di carta e cartone da macero, nonchè azienda partecipata di UPM – Kymmene Oy, e rappresenta il braccio operativo del progetto sul mercato italiano. Rispetto ad altri competitors europei, L.C.I è fortemente penalizzata dalla pressante burocrazia legata al trasporto dei rifiuti in Italia. Tuttavia, l’azienda è in forte crescita grazie ad un ottimo modello organizzativo e di selezione delle materie prime, tanto da essere oggi in grado di esportare carta da macero in mercati fortemente competitivi come quelli cinesi ed indonesiani.  I volumi  registrati nella raccolta delle glassine sono i più alti a livello europeo.
A differenza per esempio della Germania e della Francia – spiega Marco Silvestri, General Manager di L.C.I. – in Italia abbiamo una legislazione più severa, che tratta la materia prima e seconda spesso come rifiuto, rendendo più difficile lo snellimento del procedimento di raccolta. In Germania, uno stampatore di etichette può consegnare il prodotto finito al suo cliente utilizzatore finale ed al tempo stesso raccogliere e riportare in azienda le bobine dismesse di carta siliconata. Questo – sentenzia Silvestri – in Italia non è possibile poiché il viaggio di ritorno deve essere effettuato con mezzi autorizzati e deve essere veicolato attraverso punti di stoccaggio abilitati al trattamento dei rifiuti. Si tratta di una misura cautelativa che diventa però un ostacolo per chi opera in buona fede”.

Articolo a firma di Lara Morandotti 

I diplomati
Premiazioni_portaleLe aziende che hanno ricevuto il diploma di RafCycle Partner per il 2014 sono state:
Enoitalia S.p.A.
Cielo e Terra S.p.A.
Cantine Riondo S.p.A.
Casa Vinicola Sartori S.p.A.
Masi Agricola Spa
Sacmi Verona S.p.A. (Tecnical Partner).
Gruppo Italiano Vini S.p.A.
Bortolin Angelo Spumanti  sas
La Vis S.c.a.
Casa Girelli S.p.A.
Baglio di Pianetto (si è distinta nel corso dell’anno per essere la prima cantina ad aver apposto il marchio Rafcycle sulla retroetichetta dei propri vini.)

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