Una fisiopatia legata a specifici vitigni e portinnesti, ma anche alle caratteristiche del terreno

Disseccamento del rachide e concimazione fogliare

I risultati di tre anni di prove di concimazione fogliare
Grappolo con la tipica manifestazione di disseccamento del rachide.

Nelle settimane precedenti la maturazione, si notano sporadicamente sui grappoli appassimenti che possono interessare anche porzioni importanti di acini. Queste manifestazioni sono state osservate su diverse varietà (Cabernet Sauvignon, Marzemino, Merlot, Sauvignon ecc.) e possono essere chiaramente distinte in due tipologie: il disseccamento del rachide ed il berry shrivell o sugar accumulation disorder. Tra le due, il disseccamento del rachide è stato maggiormente studiato da vari ricercatori, senza comunque che si siano individuate soluzioni efficaci per il suo contenimento.

I sintomi e i danni

I primi sintomi del disseccamento del rachide si possono osservare già subito dopo l’invaiatura, con lesioni necrotiche sul rachide o su alcuni pedicelli; da qui le aree necrotizzate possono allargarsi fino a comprendere una porzione importante del grappolo. Le bacche che si trovano più distali rispetto al rachide necrotizzato risultano bloccate sia nello sviluppo che nel metabolismo e lentamente si disidratano. Analizzando le bacche disidratate, queste evidenziano un’acidità titolabile superiore ed una concentrazione zuccherina minore. Alcuni Autori hanno esaminato il flusso della linfa elaborata in grappoli sani ed attaccati da disseccamento del rachide, ed hanno notato come, in concomitanza con l’apparizione dei sintomi, i vasi floematici improvvisamente cessassero di trasportare linfa e i tessuti morissero. I fattori che possono influenzare positivamente o negativamente l’entità della fisiopatia sono principalmente il decorso meteorologico dell’annata e l’equilibrio nutrizionale.

Clima, nutrizione e portinnesto

Le basse temperature durante la fioritura o in invaiatura sono fattori chiave nell’innescare la fisiopatia, ma anche gli sbalzi termici possono avere un ruolo importante. Accanto alla temperatura, anche le piogge durante l’invaiatura sono state associate con la comparsa del disseccamento, sia in Germania sia in Australia. Dal lato della nutrizione minerale vi sono evidenze incoerenti, anche se molte prove sperimentali in Europa hanno verificato come un elevato rapporto potassio su magnesio e/o calcio aumentasse il problema mentre la concimazione con magnesio e/o calcio potesse ridurlo significativamente. Al contrario, in California, la concimazione con magnesio e calcio non ha permesso di ottenere un miglioramento della situazione, che addirittura peggiorava con applicazioni di azoto.
Tra gli altri fattori, differenze importanti nel danno da disseccamento del rachide sono emerse in Trentino Alto Adige, in un confronto sperimentale su Marzemino innestato su diversi portinnesti. Nel 2006 infatti, come era facilmente intuibile, i portinnesti dove la problematica è risultata più accentuata sono stati il Kober 5BB e l’SO4 (è ben nota la difficoltà di assorbimento del magnesio). Tra i portinnesti più performanti si sono invece classificati il 420A ed il 161.49.

Le prove condotte in Friuli Venezia Giulia

Anche in Friuli Venezia Giulia, come in altre regioni d’Italia, alcune varietà a bacca nera risultano particolarmente affette dal disseccamento del rachide, ed accanto al Cabernet Sauvignon troviamo anche il Refosco dal Peduncolo Rosso e lo Schioppettino.
Al fine di mettere a punto una strategia d’intervento efficace nei confronti del disseccamento del rachide, a partire dal 2009 sono state impostate alcune prove di concimazione fogliare su Refosco dal Peduncolo Rosso, in diversi vigneti del comprensorio del Consorzio Tutela Friuli Colli Orientali e Ramandolo.
Dove
Nel territorio del Consorzio Friuli Colli Orientali, nella zona collinare a ridosso del confine con la Slovenia, sono stati identificati quattro vigneti di Refosco dal Peduncolo Rosso, tutti innestati su SO4, che hanno presentato in tutte le annate alcuni problemi di disseccamento del rachide. Due vigneti (1 e 2), scelti nella zona di Prepotto, risultavano caratterizzati da una tessitura a medio impasto, con una scarsa dotazione di scheletro. Nella zona di Torreano, a nord di Cividale del Friuli, sono stati invece identificati altri due vigneti (3 e 4), scelti in quanto caratterizzati da differenze macroscopiche di tessitura: un vigneto prevalentemente argilloso, l’altro con contenuti importanti in sabbia e scheletro. I valori medi dei nutrienti ricavati dalle analisi chimiche dei terreni raccolti nei quattro vigneti sono risultati normali per quanto riguarda i principali elementi minerali, tendenzialmente alti in manganese, ferro, zinco e rame, normali o lievemente bassi per quanto riguarda magnesio, potassio fosforo e azoto e infine bassi per il boro.
In tutti e quattro i vigneti la forma di allevamento utilizzata è il Guyot monolaterale e la densità d’impianto varia da 1.20 x2.80 m(vigneti di Prepotto) a 1.20 x 3.00 m (vigneti di Torreano).
Nelle tre annate dal 2009 al 2011, per ciascun vigneto è stato impostato uno schema sperimentale completamente randomizzato, mettendo a confronto 4 tesi con 3 ripetizioni (12 parcelle) per ciascun vigneto.
Cosa
Le quattro tesi a confronto sono state:
testimone non trattato;
4 interventi con 1500 g/ha di magnesio da ossido [Mg(OH)2] + 250 g/ha di molibdeno;
4 interventi fogliari con 1500 g/ha di potassio da carbonato [K2CO3];
4 interventi con magnesio + potassio (stessi dosaggi).
Come e quando
Tutti gli interventi sono stati effettuati per via fogliare utilizzando un atomizzatore a spalla Stihl ed un volume d’acqua di 700 L/ha. I quattro interventi sono stati effettuati nel periodo centrale della stagione vegetativa, il primo posizionato in pre-fioritura e gli altri a distanza di 12-14 gg, fino alla fase di pre-invaiatura.
I rilievi
Nel corso della stagione vegetativa sono stati raccolti campioni di foglie alla fioritura, piccioli all’invaiatura e bacche alla raccolta, che sono state inviate al laboratorio di chimica agraria del Servizio Fitosanitario e chimico dell’ERSA per la valutazione del contenuto in elementi minerali.
In prossimità della raccolta, sono stati effettuati i rilievi relativi alla percentuale di danno da disseccamento del rachide su un campione rappresentativo di 100 grappoli/parcella, facendo attenzione ad escludere sintomatologie simili dovute a scottature o berry shrivell.

Concimazione ed elementi minerali in foglie e bacche

Esaminando i dati relativi all’analisi degli elementi minerali si notano alcune differenze sia nel confronto tra i quattro vigneti testati sia tra le quattro tesi di concimazione fogliare (vedere tabelle negli approfondimenti). I vigneti 1 e 2, situati nella zona di Prepotto, mostrano una condizione di normalità mentre, almeno nel caso del vigneto 4 (terreno più argilloso), emerge una forte carenza dei livelli di K a livello sia fogliare sia di bacche. Questa bassa concentrazione si traduce anche in un basso rapporto tra K e Mg in entrambi i vigneti (3 e 4) della zona di Torreano di Cividale.
I trattamenti fogliari impostati nei 4 vigneti non hanno permesso di ottenere chiare indicazioni relativamente ai cambiamenti di concentrazione degli elementi minerali né a livello di foglia né di bacca. Anche se le differenze sono di piccola entità, non è facilmente comprensibile come mai quando viene applicato potassio si assista ad un aumento della concentrazione di magnesio a livello fogliare (ma non nelle bacche) mentre, applicando magnesio, al contrario il potassio aumenta seppur leggermente nelle foglie e diminuisce nelle bacche. I rapporti tra i diversi elementi minerali nei vari tessuti e tra gli organi della pianta sono molto complessi e le relazioni che regolano i processi di assorbimento fogliare e radicale possono rendere difficilmente comprensibili i risultati dell’analisi degli elementi minerali. Dal confronto con il testimone, i trattamenti applicati hanno evidenziato un minore rapporto K/Mg sia nel caso dei piccioli sia, soprattutto, delle uve, favorevole quindi ad un miglioramento della situazione sul fronte del disseccamento del rachide.

L’effetto annata

Sulle base di queste considerazioni fisiologiche, anche l’efficacia dei diversi trattamenti nei confronti del disseccamento del rachide è risultata influenzata, infatti nessuna strategia ha permesso di eliminare completamente la fisiopatia. La grande variabilità tra le annate è probabilmente da mettere in relazione principalmente con la disponibilità idrica del terreno, che notoriamente condiziona la mobilità e quindi l’assorbimento degli elementi nutritivi da parte della pianta. Le due annate 2009 e 2011 sono state caratterizzate da caldo estivo e scarsità di piogge soprattutto a ridosso della vendemmia, ed in questa condizione i trattamenti a base di potassio (da solo o in miscela con Mg) hanno permesso di ottenere i risultati migliori. Al contrario nel 2010, annata più fresca e densa di piogge, i risultati più soddisfacenti sono stati ottenuti con l’utilizzo del magnesio. Il potassio è un elemento minerale che facilmente viene adsorbito dai colloidi nel terreno e quindi, in mancanza di soluzione circolante, risulta poco disponibile per l’assorbimento radicale. Nelle estati piovose il potassio viene invece assorbito in maniera privilegiata rispetto ad altri elementi e quindi facilmente le piante incorrono in problemi di carenza di magnesio.

Mg e K in piccioli e bacche e disseccamento del rachide

Mettendo a confronto i contenuti di potassio e magnesio con il danno da disseccamento del rachide, si può evidenziare una chiara correlazione positiva tra la concentrazione di potassio nei piccioli e nelle bacche e l’entità del danno da disseccamento, e non sembra esserci una relazione chiara con il trattamento effettuato. Per quanto riguarda il magnesio, le correlazioni con il danno da disseccamento del rachide sono risultate scarse. Questo porterebbe a pensare che è principalmente il più alto livello di potassio nei piccioli o nelle bacche, e non la minore concentrazione di magnesio, a scatenare il disseccamento del rachide.

Concentrazione di K e Mg e danno da disseccamento del rachide.

Magnesio + potassio, la scelta migliore

Mentre i trattamenti con magnesio o potassio hanno evidenziato comportamenti diversi a seconda dell’annata, l’abbinata dei due elementi ha permesso di ottenere sempre una riduzione del danno da disseccamento del rachide, in tutte le annate ed in tutti i vigneti, con un’efficacia media del 32.3% nell’anno 2009, del 37.3% nel 2010 e del 55.5% nell’anno 2011.
Non potendo con certezza prevedere il decorso meteorologico dell’annata, sulla base dei risultati finora ottenuti, il trattamento preventivo con entrambi gli elementi minerali (magnesio e potassio), risulta essere l’unico rimedio agronomico applicabile al fine di ridurre l’incidenza della fisiopatia.

 

L’interazione vitigno-terreno-portinnesto
Il disseccamento del rachide è una fisiopatia che interessa praticamente solamente alcune varietà sensibili e la problematica diviene molto più grave quando il vigneto si trova su terreni alluvionali sciolti con bassa percentuale di particelle fini (limi e argille). Nella zona del Consorzio Friuli Colli Orientali, i suoli maggiormente vitati sono caratterizzati dalla presenza di marne decarbonatate, mentre nelle zone a Nord e ad Est di Cividale vi sono terreni alluvionali e proprio in questi areali si sono evidenziati i maggiori problemi. Inoltre, l’utilizzo del portinnesto SO4, caratterizzato da una vigoria inferiore e da un basso assorbimento di magnesio, diventa un altro fattore che predispone l’evoluzione della fisiopatia di cui stiamo parlando.

 

Asportare gli acini disseccati
Alla maturazione, gli acini disseccati devono essere rimossi poiché presentano mediamente una maturazione ritardata con livelli più bassi di zuccheri e maggiori di acidità titolabile. Questa operazione diviene un costo non indifferente per l’azienda quando il danno comincia a superare il 5% dei grappoli.

 

Articolo a firma di:
Francesco Degano, Mariano Paladin, Giovanni Bigot
Consorzio Tutlea Vini Friui Colli Orientali e Ramandolo
Paolo Sivilotti, Marco Stocco, Giacomo Prete, Piera De Pauli, Lidia Vicentini
ERSA Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale
Duilio Porro
Fondazione Edmund Mach (S. Michele all’Adige, TN) 

 

Approfondimenti a cura degli Autori

 

PER APPROFONDIRE

Minerali di piccioli e bacche nei tre vigneti (media di tre anni)

Minerali di piccioli e bacche e tesi di concimazione (media di tre anni)

I metodi di analisi utilizzati

La determinazione dell’azoto totale dei piccioli e delle bacche è stata eseguita mediante analizzatore elementare a partire dai campioni essiccati e finemente macinati. La determinazione dei restanti elementi minerali è stata effettuata a partire da una mineralizzazione acida con sistema a microonde. Successivamente, il P è stato determinato per via colorimetrica (metodo al vanadio-molibdeno, 420nm), mentre gli altri elementi (K, Mg, Ca, Na, Fe, Mn, Cu, Zn) sono stati determinati con spettrofotometria di assorbimento atomico.

 

Efficacia dei trattamenti fogliari sulla riduzione del danno da disseccamento del rachide nei tre anni di indagine

Le percentuali rappresentano l’efficacia corretta rispetto al testimone non trattato (Abbott).

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