Il monitoraggio della fillossera in Australia.

L’Australia, dove non si usano ancora viti innestate nonostante la presenza occasionale di fllossera, svolge un ruolo pionieristico nell’individuazione di metodi di prevenzione e gestione degli attacchi di questo fitofago. Il Paese ha messo a punto numerosi protocolli di quarantena e monitoraggio della presenza del fitofago nei vigneti, oltre a metodi di sensibilizzazione ed educazione per tutti gli operatori del settore vitivinicolo. Per il monitoraggio oggi ci si affida a metodologie integrate. Come spiega Kevin Powell, Ufficio statale industrie primarie, Vittoria (Australia): ”L’identificazione di marcatori biochimici od ormonali o fisiologici, legati a sintomi dovuti a un’infezione da fillossera, sarebbe la soluzione ideale per il monitoraggio precoce della fillossera, perché si tratterebbe di un sistema assolutamente non invasivo, specifco e inequivocabile. Ma si tratta di una via ancora lunga da percorrere, perché i sintomi che la fillossera causa sulla pianta sono simili a quelli causati da molte altre malattie o stress e questo rende l’identifcazione di marcatori specifci molto diffcile. Per questo è oggi necessario basarsi su metodi di monitoraggio integrato con sistemi di identificazione primari (identificazione diretta della fillossera nel suolo tramite trappole o identifcazione del suo Dna) oppure secondari (analisi del vigore della pianta e della variazione nella conduttività del suolo)”.