Biotecnologie fungine per l’utilizzo degli scarti della vinificazione

Foto-2_portaleRispetto a quanto avviene con altri scarti dell’industria alimentare, vinacce, raspi e fecce residui al termine del processo di vinificazione non possono essere utilizzati nell’alimentazione animale e il loro compostaggio, sebbene possibile, presenta delle difficoltà a causa della difficile degradazione. I ricercatori della Swinburne University di Melbourne hanno sviluppato un metodo per degradare i materiali legnosi più difficili, quali lignine, cellulosa e pectine e rendere questa biomassa più adatta da utilizzare nella produzione di biocarburanti ed etanolo.
Nel suo lavoro di dottorato Avinash Karpe e i suoi colleghi hanno utilizzato un mix di funghi delle specie Trichoderma harzianum, Aspergillus niger, Penicillium chrysogenum e Penicillium citrinum, in una fermentazione in stato solido (che si è rivelata più efficiente rispetto alla fermentazione sommersa), che con l’applicazione di un pretrattamento a temperature elevate, ha favorito la sintesi e l’attività degli enzimi necessari a degradare le macromolecole presenti nelle vinacce, come cellulasi, xylanasi e β-glucosidasi. Il processo di fermentazione è stato testato per il momento su scala di laboratorio e può durare da una a tre settimane. Inoltre i prodotti ottenuti sono stati sottoposti ad analisi metabolomica per valutare l’eventuale presenza di molecole di interesse industriale e farmaceutico, riscontrando una produzione di livelli significativi di composti come il glicerolo, l’acido maleico, lo xylitolo e lo stigmasterolo oltre ad altri alcoli, acidi e zuccheri semplici

Articolo originale: A.V. Karpe, D.J. Beale, I.H. Harding E.A. Palombo. Optimization of degradation of winery-derived biomass waste by Ascomycetes. J. Chem. Technol. Biotechnol.. doi: 10.1002/jctb.4486 Partly submitted: Annual Scientific Meeting and Exhibition, Australian Society for Microbiology, Melbourne, Australia. 6–9 July 2014.

Abstract a cura di Alessandra Biondi Bartolini.