La cantina di San Polo di Piave ha deciso di preservare questo metodo di allevamento della vite messo a punto per combattere la Peronospora alla fine dell’800

Bellussere: a Ca’ di Rajo una vendemmia dalle radici antiche

Un monumento a cielo aperto, con viti di 70 anni

ca'-di-rajo-e-le-sue-bellussere-dall'altoLa vendemmia ha radici di oltre 70 anni a Ca’ di Rajo. Salvare le Bellussere, metodo di allevamento della vite basato su un sistema a raggi messo a punto dai fratelli Bellussi alla fine dell’800, e preservare questa antica forma di impianto è infatti l’impegno dell’azienda Ca’ di Rajo, guidata dalla famiglia Cecchetto, ex mezzadri Giol, divenuti proprietari di questa realtà che oggi esporta in circa 40 Paesi i suoi vini, principalmente Prosecco Doc e Docg e Raboso. Situata a San Polo di Piave, in provincia di Treviso, a pochi chilometri da Venezia, Ca’ di Rajo ricava parte della sua produzione proprio da vigneti che presentano la storica forma di impianto definita Bellussera.  Per la precisione si tratta di 15 ettari in cui si trovano le varietà Raboso, Glera, Chardonnay, Pinot Bianco, Sauvignon, Verduzzo, Merlot. A queste si aggiunge il Manzoni Rosa, autoctono ormai raro.
Nonostante il metodo a Bellussera sia stato soppiantato da sistemi di allevamento meccanizzabili, la famiglia Cecchetto ha deciso di preservare queste viti. “Il sistema a Bellussera, detto anche a raggi, è un antico sistema di coltivazione della vite diffuso principalmente in Veneto e messo a punto dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave (Treviso) alla fine dell’800 per combattere il flagello della peronospora – spiega Simone Cecchetto, giovane titolare dell’azienda insieme ai fratelli Fabio e Alessio – Un patrimonio storico da custodire su cui si fonda la memoria della nostra identità e la tipicità di un territorio. Da questi vigneti, che oggi hanno 70 anni, siamo partiti per costruire la grandezza del nostro futuro”.
La Bellussera prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono tra loro collegati da fili di ferro disposti a raggi. Ogni palo sostiene 4 viti, alzate circa m. 2.50 da terra, da ciascuna delle quali si formano dei cordoni permanenti che vengono fatti sviluppare inclinati verso l’alto e in diagonale rispetto all’interfilare, formando una raggiera.
Anche in quest’annata caratterizzata da un’estate dalle temperature alte, la vendemmia si prospetta un rituale unico sotto le Bellussere, che si presentano come un vero e proprio monumento naturale.
Cà di Rajo si dedica in particolare ai vitigni autoctoni presenti nella provincia di Treviso.  Punta di diamante dei vini Ca’ di Rajo sono Raboso e Prosecco Superiore Docg Valdobbiadene nelle versioni Brut e Extra Dry.   A conquistare la critica internazionale sono stati anche gli vini di altissima qualità dell’azienda, come Prosecco Doc Treviso, Manzoni Bianco 6.0.13, Pinot Grigio,  Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.