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BASF e PAT firmano un accordo di collaborazione legato a moderne bio-molecole per la protezione delle colture

Le tecnologie Plant Milking® e Target Binding®, messe a punto da PAT, svilupperanno nuove biomolecole per il mercato agricolo
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PHOTO Alexandre MARCHI.

BASF, società leader mondiale nel campo della chimica e PAT, azienda all’avanguardia nell’identificazione di biomolecole, hanno annunciato la firma di un accordo di collaborazione per la ricerca e lo sviluppo di agrofarmaci biologici di nuova generazione.
PAT utilizzerà le sue tecnologie Plant Milking® e Target Binding® per identificare potenziali bio-candidati allo sviluppo di nuove soluzioni per la protezione delle colture. BASF potrà usufruire della piattaforma di PAT per esaminare le sostanze candidate, convalidarne gli effetti biologici e, quindi, procedere con l’eventuale sviluppo. Le due Aziende si avvarranno delle rispettive competenze chiave per individuare e poi produrre principi attivi naturali dotati degli standard qualitativi necessari per soddisfare le esigenze del mercato.
BASF offre già un portafoglio tra i più validi e completi nel campo fitosanitario. Questa solida posizione si fonda sull’attenzione costante verso l’innovazione. Un’attenzione che guida ogni processo. PAT, per contro, è una società specializzata in ricerca e generazione di molecole vegetali rare, grazie a tecnologie esclusive. Forte del proprio posizionamento pionieristico, PAT ha sviluppato strutture e tecniche di produzione biologica su una scala e con uno standard senza eguali al mondo. La tecnologia PAT, infatti, permette di sfruttare appieno il potenziale naturale delle piante, ovvero di produrre molecole organiche preservando, allo stesso tempo, ambiente e biodiversità. All’inizio di quest’anno, per esempio, PAT ha annunciato la scoperta e la convalida sperimentale di un insieme di target e biomolecole. Queste molecole rientrano nell’accordo di collaborazione con BASF.
Questa prima fase di screening dei principi attivi naturali forniti da PAT, che mostra un’elevata possibilità di integrarsi con le nostre soluzioni per la protezione delle colture ci rende molto ottimisti i merito al futuro della collaborazione“, dichiara Philip Lane, Vice Presidente Ricerca e Sviluppo Globale, della divisione Crop Protection di BASF. E conclude: “La gestione dei fenomeni di resistenza è un problema per molti agricoltori, in tutto il mondo. Questa partnership, nata per l’individuazione e lo sviluppo di fungicidi, erbicidi e insetticidi con nuove modalità d’azione, è oggi più che mai necessaria. Si tratta, indubbiamente, di una grande opportunità per unire l’esperienza di PAT in fisiologia vegetale e identificazione delle sostanze naturali con la capacità di BASF guidare processi come l’ottimizzazione delle strutture e lo sviluppo di nuovi prodotti”.
Mentre Jean-Paul Fèvre, Presidente di PAT, afferma: “Ci troviamo di fronte a un’opportunità significativa per la nostra azienda. Questa collaborazione ci permetterà di offrire soluzioni naturali di grande interesse che soddisferanno esigenze commerciali del settore agrochimico ancora prive di risposta. Siamo orgogliosi di aver unito le nostre forze alle conoscenze di BASF per muovere i primi passi nell’identificazione di candidati promettenti per lo sviluppo di agrofarmaci di nuova generazione. Siamo convinti che la sinergia di conoscenze ed esperienze di queste due aziende faciliterà lo sviluppo di soluzioni pionieristiche per vincere le sfide nel settore agrochimico. Ovvero poter contare su modalità d’azione e profili molecolari nuovi e in linea con le aspettative di consumatori e società”.

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