Tra anni di prove condotte nei vigneti di Castello di Brolio

Barone Ricasoli: i risultati della zonazione in un volume

La viticoltura sito-specifica come obiettivo finale

L’azienda Barone Ricasoli, situata nel margine sud della zona di produzione del Chianti Classico, si estende su una superficie di circa 1.200 ettari, di cui 230 coltivati a vigneto.
Durante gli ultimi venti anni, in cui sono stati reimpiantati la maggior parte dei vigneti, è cresciuta sempre più la consapevolezza dell’incredibile variabilità dei suoli, e della forte influenza sulla tipizzazione dei vini.
A tale scopo è nato il progetto di ricerca zonazione viticola, svolto grazie alla collaborazione del CRA (consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura) di Firenze e Arezzo e al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze.
Finalità principali del progetto  sono state la caratterizzazione dei suoli dell’azienda a livello di riconoscimento (scala di riferimento 1: 50.000) e lo studio dei caratteri funzionali del suolo alla viticoltura nei vari vigneti coltivati a Sangiovese.
Il titolo principale del volume che raccoglie i risultati di questo progetto di ricerca, Oltre la zonazione, sta indicare una evoluzione metodologica degli studi di zonazione realizzati a livello aziendale finalizzata alla viticoltura di precisione. La viticoltura di precisione, o sito-specifica, infatti mira a una gestione vitivinicola aziendale dettagliata, realizzata vigneto per vigneto seguendo la conoscenza delle interazioni tra vite ed ambiente, ed in funzione del risultato produttivo desiderato. Le caratteristiche ambientali e la risposta viticola però hanno un’elevata variabilità spaziale e temporale. Inoltre, la variabilità spazio-temporale del fattori ambientali può non corrispondere con quella colturale. In altre parole, le porzioni di vigneto che appaiono avere caratteri edafici simili e che sono candidate ad essere utilizzate come unità elementari di gestione viticola ed enologica, possono in realtà fornire risultati diversi in funzione della variabilità interna, dell’andamento climatico e della gestione agrotecnica. Risulta quindi necessario utilizzare strumenti di indagine ambientale di elevato dettaglio spaziale e ripetere gli studi per anni diversi. Per questo motivo, le prove realizzate a Brolio sono state ripetute per tre anni (2008-2010) e sono stati utilizzati metodi innovativi e strumenti di grande dettaglio per il monitoraggio pedologico e della risposta viticola ed enologica.
E’ da rimarcare che gli studi hanno utilizzato il Sangiovese come varietà di vite di riferimento. Tale scelta è giustificata dall’importanza sia aziendale che regionale e nazionale di questa cultivar, ma anche dall’elevato grado di conoscenze accumulate negli anni su di essa da parte del gruppo di ricerca.
Le ricerche realizzate hanno riguardato diversi settori disciplinari. In particolare, sono stati caratterizzati i suoli dei siti sperimentali utilizzando metodi innovativi basati sull’uso di sensori prossimali e remoti, combinati con il rilevamento pedologico tradizionale e con l’analisi di immagine, che hanno consentito di  suddividere i vigneti in esame in modo da ridurre il più possibile la variabilità interna delle aree candidate alla gestione sito-specifica (capitolo 3.1). In alcune aree oggetto di studio, oltre al monitoraggio dell’andamento climatico delle annate in prova, sono state seguite le variazioni di umidità e di fertilità chimica dei suoli in particolare durante la stagione vegetativa.