165mila ettari richiesti a fronte di una disponibilità di 6500

Autorizzazioni d’impianto, tagli lineari in vista

Escalation nel Nord-Est, ma sono molte le Regioni che superano di 3 volte il plafond: soglia che può far scattare il limite massimo per domanda pari alla media delle superfici richieste.

Escalation incontrollata nelle richieste di autorizzazioni d’impianto. Se l’anno scorso, nel primo anno di applicazione del nuovo regime di (molto parziale) liberalizzazione le richieste dei viticoltori avevano superato di 10 volte le disponibilità, quest’anno, secondo i primi dati provenienti dal ministero, la filiera viticola rilancia di 25 volte rispetto alla posta in gioco. E il banco rischia di fare crack in numerose Regioni. Il nuovo sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli prevede infatti il rilascio, previa richiesta, di autorizzazioni di nuovi vigneti nel limite massimo annuo dell’1% della superficie vitata nazionale (Reg. Ue 1308/2013 e DM 12272 del 15 dicembre 2015).

Tab. 1 – Richieste di autorizzazione impianti viticoli: esito del secondo anno (2017)
REGIONI Superfici richieste (ha) Numero richieste  Superficie inventario viticolo (ha) Plafond*
(1%) (ha)
Rapporto superfici concedibili/n° richieste (ha) Media superfici richieste (ha)
ABRUZZO 1.967 706 31.648 316 0,45 2,79
BASILICATA 364 92 5.023 50 0,54 3,96
P.A. BOLZANO 236 589 5.433 54 0,09 0,40
CALABRIA 336 105 10.656 107 1,02 3,20
CAMPANIA 856 521 24.073 241 0,46 1,64
EMILIA-ROMAGNA 8.398 1.958 51.451 515 0,26 4,29
FRIULI VENEZIA GIULIA 29.264 1.571 24.861 249 0,16 18,63
LAZIO 239 127 18.676 187 1,47 1,88
LIGURIA 95 94 1.570 16 0,17 1,01
LOMBARDIA 2.213 620 22.846 228 0,37 3,57
MARCHE 349 159 17.160 172 1,08 2,19
MOLISE 942 151 5.378 54 0,36 6,24
PIEMONTE 678 737 46.693 467 0,63 0,92
PUGLIA 14.870 1.765 86.541 865 0,49 8,42
SARDEGNA 599 197 26.269 263 1,34 3,04
SICILIA 8.434 1.349 99.221 992 0,74 6,25
TOSCANA 3.909 862 58.225 582 0,68 4,53
P.A. TRENTO 189 462 10.234 102 0,22 0,41
UMBRIA 116 54 12.787 128 2,37 2,15
VALLE D’AOSTA 14 31 456 5 0,15 0,45
VENETO 90.827 7.233 86.597 866 0,12 12,56
TOTALI 164.895 19.383 645.798 6.459 0,33 8,51
(*) al totale vanno aggiunti i 168 ha delle rinunce 2016
Fonte: elaborazioni su dati Uiv

Su un plafond disponibile di circa 6500 ettari le richieste si attestano per il 2017 sulla mostruosa cifra di 165mila ettari (sarebbe più di un quarto dell’intera superficie nazionale oggi coltivata). Sintomo che i correttivi messi in campo dal ministero delle Politiche agricole per evitare distorsioni e speculazioni non hanno raggiunto l’obiettivo. E non si può più parlare di sorpresa: nel primo anno di applicazione del nuovo dispositivo le richieste avevano toccato quota 67mila ettari con una forte concentrazione geografica nelle tre principali regioni vitivinicole del Nord-est (oltre il 75% delle superfici richieste). Una tendenza confermata anche nel 2017: Veneto e Friuli presentano infatti richieste di impianti non solo superiori al plafond disponibile, ma al vigneto in produzione in essere: in Friuli le 1.500 richieste pervenute hanno messo insieme 29.000 ettari, 5.000 in più del vigneto in produzione, mentre in Veneto le 7.200 domande sommano 91.000 ettari di vigna, 4.000 in più della superficie a vite. Le altre Regioni però non stanno a guardare: in quasi tutte le richieste presentate sono tre volte oltre la soglia del plafond disponibile. Si tratta del limite previsto dal recente decreto ministeriale n. 527 del 30 gennaio 2017, che ha formulato alcuni vincoli tesi a contrastare i fenomeni elusivi: oltre la soglia di 3 volte il plafond scatta infatti la clausola di tagli lineari per le domande che eccedono la media delle richieste regionali (pari a 12,5 ha in Veneto e a 18,6 in Friuli).

Secondo Angelo Frascarelli, docente dell’Università di Perugia ed esperto di politiche agricole comunitarie, l’esplosione delle richiete mette in evidenza due fenomeni:

  • la redditività del vigneto nel nord-est è molto alto e c’è una grande interesse per la viticoltura;
  • ci sono molti speculazioni.

Per arginare il fenomeno Unione italiana vini continua a ritenere necessario un efficace meccanismo di selezione all’ingresso per privilegiare i produttori viticoli delle zone di qualità.

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