Presentata l’edizione limitata in formato magnum di Valelapena, il vino simbolo del legame tra carcere e territorio

Ad Alba l’agricoltura sociale porta il vino oltre le sbarre

Syngenta partner del progetto per la corretta e completa protezione del vigneto
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valelapena_syngenta2-1Colui che apre la porta di una scuola, chiude una prigione”. L’aforisma attribuito a Victor Hugo può considerarsi l’ideale filo conduttore della presentazione, svoltasi il 14 ottobre 2016 presso la cantina dell’Istituto Enologico Umberto I di Alba, dell’annata 2016 di Valelapena, il vino prodotto con le uve coltivate dai detenuti all’interno della Casa di Reclusione Giuseppe Montaldo.
La nuova annata e le finalità del progetto di agricoltura sociale Vale la Pena, di cui il vino è felice espressione, sono state illustrate dalla dottoressa Giuseppina Piscioneri, Direttrice del Casa di Reclusione, dal Dirigente Scolastico dell’Istituto Enologico Umberto I°, Antonella Germini, e da Cristina Marchetti, Responsabile Regulatory e Corporate Affairs di Syngenta Italia, partner del progetto.
Protagonista dell’evento è stata  la produzione 2015 di Valelapena, che si presenta arricchita di una nuova versione affinata in barrique che, in edizione limitata, sarà disponibile in formato magnum con l’etichetta realizzata in esclusiva dal fumettista Giampiero Casertano, apprezzato autore delle tavole per serie popolari quali Martin Mystère e Dylan Dog. Tutte le bottiglie, acquistabili sia presso l’Istituto Enologico Umberto I sia presso la Casa di Reclusione di Alba, saranno pezzi unici e numerati.
I proventi delle vendite saranno interamente destinati a finanziare la prosecuzione del progetto Vale la pena, avviato nel 2006 per dare ai reclusi una concreta opportunità di reinserimento sociale. Il Viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, presente all’evento, ha rivolto parole di apprezzamento : “Ho voluto presenziare a questa ricorrenza per manifestare il plauso personale e del Ministero a quanti, con coraggio e abnegazione, hanno contributo al successo di questo progetto che è un esempio di buone prassi ma soprattutto fornisce un’occasione concreta di riscatto e rinascita. Con l’approvazione della legge sull’agricoltura sociale che ho sostenuto con forza, intendiamo promuovere iniziative di welfare come ” Valelapena” perché siamo certi che dall’integrazione tra agricoltura, etica e legalità possa nascere una nuova stagione dei diritti e di coscienza civica“.
Ogni anno il progetto coinvolge 15 detenuti che, all’interno dell’istituto penitenziario, seguono un corso per ottenere la qualifica di operatore agricolo e coltivano vitigni di nebbiolo, barbera, dolcetto e cortese. Alla vinificazione, imbottigliamento ed etichettatura provvede l’Istituto Enologico Umberto I di Alba per una produzione annua di 1.400 bottiglie.
Attraverso la qualifica professionale e l’attività svolta nel vigneto, gli ospiti della Casa di Reclusione hanno la possibilità di maturare le competenze e l’esperienza necessarie per trovare impiego presso le aziende vitivinicole della zona una volta scontata la pena.
All’inizio del 2011 Syngenta ha aderito al progetto, mettendo a disposizione i prodotti, le competenze e le risorse necessarie per una corretta e completa protezione del vigneto.
Gli altri enti coinvolti nel progetto sono la Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri ONLUS, che assicura la formazione professionale regionale per Operatori agricoli, e il Gruppo Operativo locale, composto da Amministrazione Penitenziaria, Enti locali e Servizi Sociali e Sanitari, coordinato dai Comuni di Alba e Bra.
La validità di questo progetto di agricoltura sociale sta nell’offrire una professionalità spendibile anche al termine della reclusione, assolvendo in questo modo la funzione più delicata affidata agli istituti di pena, ossia favorire il processo di reinserimento sociale del detenuto non in senso astratto e generico, ma rapportandosi concretamente al contesto della comunità locale e alle opportunità offerte dal tessuto produttivo del territorio”, ha ricordato Giuseppina Piscioneri, Direttrice della Casa di Reclusione di Alba.
Il coinvolgimento dell’Istituto, uno dei dieci in Italia in cui si studia enologia, rappresenta un’estensione della nostra missione didattica e di formazione professionale  radicata nella vita e nella vocazione delle nostre terre. Siamo venuti incontro all’esigenza della Casa di Reclusione di sviluppare risorse e reti sul territorio per creare concrete possibilità di lavoro perché abbiamo riconosciuto l’opportunità di mettere le nostre competenze e risorse tecniche al servizio di un progetto animato da una forte valenza sociale”– ha sottolineato Antonella Germini, Dirigente scolastico dell’Istituto Enologico Umberto I. “Siamo entusiasti di questa esperienza e di notare come la produzione di Valelapena stia acquisendo notorietà ed estimatori ben oltre i confini di Alba. Il progetto ha dimostrato che l’agricoltura e l’enologia possono svolgere un ruolo sociale niente affatto marginale e ha, inoltre, aiutato i nostri allievi a potenziare le proprie competenze, partecipando fattivamente alle attività di didattica laboratoriale”.
Crediamo nel ruolo fondamentale dell’agricoltura per la nostra economia e per il nostro tessuto sociale, e l’educazione è uno dei pilasti del nostro piano.” ha dichiarato Cristina Marchetti, Responsabile Regulatory e Corporate Affairs Syngenta Italia. “Auspicavamo da tempo un intervento del legislatore e oggi ritroviamo nelle linee guida della normativa, fortemente sostenuta dal Ministero delle Politiche Agricole, una piena coincidenza con quel modello di agricoltura responsabile, che integra agricoltura produttiva, rispetto dell’ambiente e attenzione alle esigenze delle persone e delle comunità a cui, come Syngenta, lavoriamo da sempre. Il nostro impegno si traduce inoltre a livello mondiale attraverso un ambizioso piano, The Good Growth Plan, che consiste in una serie di impegni concreti per il futuro dell’agricoltura con i quali vogliamo contribuire alla sicurezza alimentare, alla salvaguardia dell’ambiente e alla formazione in campo agricolo”.
Oltre a essere acquistabili direttamente presso l’Istituto Enologico Umberto I e la Casa di Reclusione di Alba, le bottiglie di Valelapena saranno in vendita in occasione delle varie manifestazioni fieristiche che il Comune di Alba organizza nel mese di ottobre.