A tu per tu con Alberto Ancora, manager BASF AGRO

Alberto Ancora, Country Management Crop Protection Italy di Basf.

“Nella mia esperienza internazionale che ha preceduto l’attuale incarico in BASF ho avuto modo di conoscere da vicino molte agricolture e posso dire che questo settore in generale sta vivendo una fase di forte crescita ed evoluzione, sia per l’incrementata richiesta di alimenti, sia per le necessità sul fronte delle agroenergie. Se al di fuori dell’Italia, in particolare nell’Est europeo, gli effetti di questo trend risultano molto visibili, non così nel nostro Paese, dove l’agricoltura presenta alcune costrizioni legate alla sua particolare struttura e alle sue inefficienze. Tuttavia ritengo che anche per l’agricoltura italiana la crescita sia in atto, ciò che è testimoniato anche dai prezzi spuntati dalle nostre commodity che, pur con oscillazioni, sono in aumento. Vista dal di fuori, l’agricoltura italiana risulta unica, essenzialmente per l’importanza che ha il marchio Made in Italy e per la varietà della sua offerta. Si tratta di un’agricoltura tecnicamente evoluta e avanzata. E parimenti non esiste alcuna agricoltura al mondo che sia conosciuta come la nostra per le specialità alimentari. Si fatica quindi a capire perché essa non riesca ancora a diventare una delle agricolture più competitive a livello europeo. Occorre fare della frammentazione un punto di forza attraverso l’aggregazione”.

Quali novità deve aspettarsi l’agricoltura italiana dal lancio delle dodici nuove agro-soluzioni BASF nel 2012? Maggiore efficacia, maggior sostenibilità, maggiori servizi connessi?
“Un po’ tutte queste cose! In alcuni casi, soluzioni di efficacia superiore a quelle già esistenti. Le soluzioni ad effetto AgCelence per esempio vanno nella direzione dell’incremento delle rese con contemporaneo miglioramento qualitativo delle produzioni. In altri casi, come nel programma Smart Protection by BASF, si punta soprattutto alla sostenibilità, che del resto è un must a livello strategico globale per BASF”.

Quanto conta la viticoltura per BASF, in termini di R&D e di fatturato?
“Le colture mediterranee, e tra queste la vite, sono al centro degli interessi di BASF. Il portafoglio vite in Italia è particolarmente importante ed è anche questo il motivo per cui continuiamo a fare innovazione in questo campo e a lanciare prodotti nuovi e innovativi”.